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Il caso Arena

Pisa, gradinata a capienza ridotta. Il Comune: «Pronti a farci carico dei lavori»

di Francesco Loi
Una veduta dell’Arena Garibaldi
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Una veduta dell’Arena Garibaldi

La nostra intervista al vicesindaco Raffaele Latrofa: dalla perizia tecnica soluzioni e costi

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PISA. «Ci faremo carico delle indagini tecniche che servono e anche dei costi dei lavori che eventualmente si renderanno necessari». Così il vicesindaco Raffaele Latrofa, con delega anche all’edilizia sportiva, sul caso delle infiltrazioni di acqua piovana e della caduta di intonaco alla gradinata dell’Arena Garibaldi. La conseguenza è che la capienza del settore è stata ridotta per Pisa-Lecco, aprendo interrogativi su quello che potrà accadere in occasione delle prossime partite, a cominciare da Pisa-Como del prossimo 4 novembre.

Vicesindaco Latrofa, anzitutto ricapitoliamo in breve la vicenda...

«Prima della partita tra Pisa e Lecco si è verificato il distacco di una contenuta parte di intonaco nella parte alta della gradinata lato curva Sud. È stato così stabilito in sede di Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo di rendere utilizzabile la gradinata solo per le prime cinque file in basso, un numero di posti sufficiente a garantire almeno la presenza dei 945 abbonati di quel settore».

Nei giorni seguenti vi siete riuniti di nuovo per capire cosa fare nell’immediato e in prospettiva...

«E qui attendiamo risposte soprattutto di carattere tecnico. A breve formalizzeremo un incarico a un professionista per fare indagini, saggi, prove di carico e calcoli. Alla fine avremo un quadro puntuale della situazione della gradinata e, in base agli interventi che risulteranno necessari, si potranno conoscere anche i costi da sostenere».

Martedì prossimo ci sarà in Prefettura un’altra riunione della commissione di vigilanza pubblico spettacolo: cosa è già possibile prevedere in vista della partita tra Pisa e Como del prossimo 4 novembre? In cosa possono realisticamente sperare i tifosi?

«In vista di quella riunione stiamo ancora lavorando. Anche ieri mattina il dirigente del settore e un geometra del Comune erano allo stadio per un altro sopralluogo».

Ma a questo punto l’obiettivo quale può essere?

«Nella riunione di martedì auspichiamo soprattutto che la commissione ci confermi che siamo sulla strada giusta rispetto alle proposte che abbiamo studiato relativamente alla gestione in questa fase della gradinata e che presenteremo in quella sede, al fine di creare le condizioni per mantenere intanto almeno una configurazione simile a quella verificatasi in occasione della partita con il Lecco».

Dunque, l’obiettivo realistico è di avere a disposizione per gli abbonati almeno le 5 file di gradoni più in basso. Che risposta vi aspettate?

«Intanto ringraziamo Genio Civile, Vigili del Fuoco e Prefettura per l’attenzione e il contributo che stanno dando alla vicenda. Chiediamo alla città di darci fiducia rispetto al percorso che stiamo seguendo. Faremo compiere le indagini strutturali necessarie e siamo disponibili a sostenere i costi che si renderanno necessari».

Nel frattempo la proprietà del Pisa Sporting Club ha fatto sapere di essersi non poco irritata per il vostro comunicato di venerdì sui lavori svolti in passato allo stadio...

«In quel comunicato abbiamo semplicemente elencato la tipologia dei lavori eseguiti dal Comune perché erano esclusivamente quelli che ci erano stati richiesti in sede di commissione, mentre altri tipi di interventi non erano d’interesse per il confronto in quell’occasione. Con il Pisa i rapporti sono sempre stati ottimi. Siamo assolutamente consapevoli e riconosciamo alla società quanto fatto a vantaggio dello stadio per le parti di propria competenza, così come il Comune in questi anni ha fatto la sua parte arrivando a sostenere costi per circa 550mila euro».

Qual è dunque il suo messaggio al proposito?

«Voglio dire chiaramente che lo stadio non è mai stato abbandonato da nessuno, altrimenti non ci si potrebbe giocare il campionato di serie B. Certamente sappiamo che l’impianto ha molti decenni, ma intanto i lavori che di volta in volta si rendono necessari vengono eseguiti puntualmente nell’interesse della città e dei tifosi».

Sullo sfondo resta il sogno, la prospettiva, l’esigenza della riqualificazione dell’Arena Garibaldi.

«I passaggi già compiuti dal Comune, a cominciare dalla variante urbanistica dedicata, danno la possibilità al Pisa di presentare la pratica per procedere al restyling. Va anche detto che da allora a oggi c’è stata di mezzo la pandemia e nel frattempo sono cambiate le priorità della società che vuole prima realizzare il nuovo centro sportivo. Queste volontà più volte manifestate dal club, sia sul centro sportivo che sullo stadio, ci rendono sereni. Sul centro sportivo la procedura è molto avanzata e il Comune rinnova lo spirito collaborativo di sempre».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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