Il Tirreno

Pisa

Femminicidio

Omicidio della ex, annullato l'ergastolo a Ruggiero

di Pietro Barghigiani

	Gli avvocati Gian Domenico Caiazza e Maria Concetta Gugliotta
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Gli avvocati Gian Domenico Caiazza e Maria Concetta Gugliotta

Per l’ex aviere della 46ª Brigata la Cassazione dispone un nuovo processo

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PISA. Annullata con rinvio per un nuovo giudizio in Corte d’Assise d’Appello la condanna all’ergastolo Francesco Ruggiero, il 51enne aviere dell’aeronautica in carcere dall’11 marzo 2019 per l’omicidio del marito della sua ex compagna.

La prima sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso dei legali del sottufficiale disponendo un nuovo processo. In servizio alla 46a Brigata Aerea per una decina di anni e con diversi amici ancora a Pisa, Ruggiero all’epoca del delitto viveva a Cadimare (La Spezia) . Ma in quasi tutti i weekend Ruggiero aveva l’abitudine di tornare negli alloggi di servizio in aeroporto a Pisa e per giocare a calcetto con gli amici. Il pronunciamento della Suprema Corte arriva a disinnescare una “doppia conforme” come si dice in gergo, vale a dire l’ergastolo inflitto in primo grado e confermato in appello. Gli avvocati Maria Concetta Gugliotta e Gian Domenico Caiazza nel loro ricorso hanno puntato sull’assenza della premeditazione non adeguatamente motivata dai giudici di secondo grado. Di qui un nuovo giudizio anche per l’eventuale rideterminazione della pena.

Il 29 giugno 2021 era stato condannato all’ergastolo a La Spezia, una sentenza ribadita in appello. La premeditazione aveva pesato. Una tesi contestata dai difensori che negano l’esistenza dell’aggravante.

«Un delitto non programmato, ma frutto di un momento, di una reazione dettata dalla paura e dalla voglia di proteggere Nicoletta» è stata la tesi dei legali di Ruggiero.

Sei colpi sparati contro Vincenzo D’Aprile di cui quattro a segno. Un episodio preceduto da sms e messaggi con offese e minacce da parte della vittima alla moglie che aveva concluso la relazione con Ruggiero, ma con cui era rimasti in buoni rapporti, tanto da confidargli gli scatti d’ira del coniuge. D’Aprile, la vittima, era il marito di quella che era stata la sua compagna. Ruggiero l’aveva seguita, dopo che la loro relazione era finita, e quando la vide con il marito in strada partì in azione. Non poteva accettare il fatto che lei volesse abbandonarlo o comunque seguire il marito, dopo tutti i sacrifici fatti. L’ira si autoalimenta e cresce nelle sequenze iniziali: gli sms dei giorni precedenti, la ricerca dell’ex amante nel cortile, il noleggio dell’auto, il pedinamento, la scena finale con i sei colpi contro D’Aprile. Ora l’ergastolo annullato dalla Cassazione che apre la strada a un nuovo processo.l


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