«Si toccava in spiaggia davanti a tutti». Pisa, finisce a processo per atti osceni
L’imputato è un 38enne denunciato dalla Municipale chiamata dai bagnanti
PISA. Una passeggiata sulla battigia con le mani nel costume e le parti intime in mostra. Non un giorno qualunque, ma una domenica pomeriggio di luglio attirando più di uno sguardo dei bagnanti che segnalarono lo “spettacolo” agli agenti della Municipale in servizio in spiaggia con le moto quod.
Accusato di atti osceni in luogo pubblico, con l’aggravante di essersi esibito anche in presenza di minorenni, un 38enne di Lucca è finito a giudizio davanti al Tribunale di Pisa (giudice Giorgia Maria Ricotti, pm onorario Silvia Saviozzi). Una storia delicata in cui l’imputato, pur presente in aula, ha scelto di restare tra il pubblico e non accanto al suo legale, l’avvocato Stefano Del Corso. È stata un’udienza in cui sono stati sentiti i testimoni dell’accusa, entrambi della polizia municipale presenti quel giorno tra Tirrenia e Calambrone. Era il primo pomeriggio dell’11 luglio 2021, il giorno dell’Italia campione d’Europa.
«Eravamo sui quod per il pattugliamento ordinario – ha spiegato un ispettore – . A un certo punto più di una persona iniziò a fermarci dicendo che un uomo si toccava le parti intime mentre stava camminando lungo la spiaggia. Le segnalazioni si ripeterono mentre procedevamo in direzione di Livorno. E devo dire che qualche genitore ci disse che alla scena avevano assistito anche bimbi piccoli, una aveva 4 anni». Nei racconti dei bagnanti venivano attribuiti al 38enne diversi atti di autoerotismo. Una situazione che spinse gli agenti a procedere con la ricerca della persone indicata aiutati anche dai bagnini incontrati lungo la battigia. L’uomo sospettato di essere l’esibizionista del litorale durante l’arrivo della Municipale era andato nel bagno di uno stabilimento. Quando era uscito a trovarlo c’erano gli agenti.
«Lo abbiamo fotografato e poi mostrato la sua immagine a chi ci aveva segnalato quei comportamenti – ha aggiunto l’ispettore – . Tutti lo riconobbero come il protagonista dei gesti autoerotici. Non aveva documenti con sé e così lo portammo alla sede del litorale dove venne raggiunto dalla fidanzata».
Il difensore dell’imputato ha chiesto chiarimenti sulle distanze di avvistamento tra gli agenti e l’imputato in spiaggia mettendo in dubbio che «a 50 metri di possa notare un’erezione, neanche il mio cliente fosse Rocco Siffredi». Prossima udienza con i testi della difesa, tra cui la fidanzata, e la deposizione del 38enne accusato di atti osceni sulla spiaggia.
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