Pisa, morte di Matteo Grilli: la famiglia non molla
Nominato un consulente per ricostruire l’incidente mortale
PISA. Nessuna resa della famiglia Grilli nella battaglia per fare chiarezza sull’esatta dinamica dell’incidente stradale, un frontale tra auto, in cui perse la vita Matteo Grilli nella notte tra il 18 e il 19 settembre 2020. Aveva 26 anni e alla sua memoria gli amici tifosi del Pisa gli hanno dedicato a Porte a Lucca il “Parco dello squalo”.
Il padre Gianluca, dopo il no del gip a procedere con una nuova perizia come richiesto dalla Procura, ha nominato un consulente di parte, l’ingegner Maurizio Orsini, che dovrà ricostruire a livello cinematico quello che successe sul raccordo della Fi-Pi-Li a San Pietro a Grado. Se per il giudice delle indagini preliminari non è necessario disporre un’ulteriore perizia, considerando sufficiente quella del professionista incaricato dall’accusa che non individuato una responsabilità evidente, i familiari di Matteo non demordono. L’esito della consulenza di parte verrà depositato in Procura e a quel punto per l’ennesima volta il magistrato titolare del fascicolo deciderà come procedere. Di sicuro la determinazione della famiglia Grilli non si ferma alla nomina di un professionista.
«Sono stato ricevuto dal prefetto – spiega Gianluca Grilli – . Ho trovato ascolto e grande attenzione. Non posso accettare che la fine di mio figlio resti senza un chiarimento ufficiale. Ho esposto le mie riserve su come sono state avviate subito le indagini. Intanto, chi era alla guida dell’auto che finì contro quella dove si trovava Matteo rifiutò di sottoporsi ai test alcolemici e tossicologici. E questo è un passaggio rimasto sempre oscuro. Voglio sapere la verità di quella notte perché tante cose non tornano».
Grilli era al posto del passeggero quando la Panda finì contro la Clio guidata da un giovane di Fucecchio. Un impatto letale per le sorti del 26enne magazziniere di Putignano, appassionato tifoso del Pisa con il gruppo ultras dei Kapovolti. Il racconto dei due testimoni aveva rimesso in dubbio la dinamica che aveva portato la Procura a chiedere l’archiviazione nei confronti dell’automobilista fucecchiese.
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