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Pisa, la Scuola Normale si allarga in via Roma con nuovi laboratori

di Roberta Galli
Pisa, la Scuola Normale si allarga in via Roma con nuovi laboratori

L’apertura dell’anno al Palazzo della Carovana. Per la prima volta più dottorandi degli iscritti ordinari

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PISA. La Scuola Normale Superiore cresce e occupa nuovi spazi in città. E per la prima volta il numero dei dottorandi supera quello degli iscritti dei corsi ordinari: 370 allievi post laurea a fronte dei 302 che frequentano i corsi per il conseguimento della laurea. Ma le novità non finiscono qui: grazie a una convezione con la Regione Toscana, la palazzina di via Roma sarà messa a disposizione della Scuola, soprattutto per la creazione di nuovi laboratori.

Ieri mattina, nella sala Azzurra del Palazzo della Carovana, davanti alle autorità (tra loro il presidente della Regione, Eugenio Giani, l’assessora Alessandra Nardini e il sindaco Michele Conti), il professor Luigi Ambrosio, direttore della Scuola Normale, ha ricordato gli obiettivi finora raggiunti da quando è in carica e quelli che perseguirà da qui alla conclusione del proprio mandato, nel 2025.

L’occasione è stato l’inizio dell’anno accademico, nel 213º anniversario della nascita dell’istituzione universitaria in cui si sono formati premi Nobel e Presidenti della Repubblica. Ambrosio ha parlato dei risultati raggiunti, presentando una Scuola Normale in forte crescita che crede nella contaminazione tra le discipline, investe nella sostenibilità delle proprie attività e strutture, e che mira ad ammodernare e ampliare i propri spazi, nella speranza che sempre più laureati in Italia possano continuare a fare ricerca nel nostro Paese. «Abbiamo intrapreso un percorso virtuoso, anche grazie a ulteriori finanziamenti Pnrr e alla valutazione positiva della nostra ricerca – ha detto Ambrosio –, per cui, per la prima volta nella nostra storia, gli allievi del corso di dottorato hanno superato in numero quelli dei corsi propedeutici alla laurea. L’offerta didattica è cresciuta, siamo ora a 15 corsi di dottorato e nuovi percorsi formativi legati all’intelligenza artificiale per gli allievi del corso ordinario».

Un dato che riempie d’orgoglio tutta l’istituzione che a settembre ha accolto 69 nuovi studenti provenienti da tutta Italia. Mentre circa il 20% dei dottorandi proviene dall’estero. Nel corso della sua prolusione Ambrosio ha presentato alcuni dati di successo raggiunti dalla Scuola: dal 2021 al 2023 i finanziamenti erogati dal ministero, che premiano la qualità della ricerca, sono aumentati del 20% e nelle classifiche internazionali la Normale si attesta nelle posizioni di vertice. E poi i tanti successi ottenuti dagli allievi a livello nazionale e internazionale.

Il direttore ha parlato anche della riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare e di una strategia sistematica di comunicazione ed educazione per minimizzare gli sprechi e ridurre l’impatto ambientale e il consumo energetico. «Entro l’anno – ha sottolineato – tutti gli edifici saranno sottoposti a uno studio di fattibilità e analisi energetica. Entro l’anno 2026, quando sarà disponibile uno storico triennale dei consumi degli edifici, saranno aggiornate le diagnosi energetiche e potranno essere identificate ulteriori opere di riqualificazione».

Infine un appello rivolto a tutta la città per salvare la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri chiusa a giugno dal Demanio. «Vorrei sensibilizzare tutti i nostri interlocutori – ha detto Ambrosio – sul grave stato attuale della chiesa, che ne impedisce la fruibilità. La Scuola Normale è naturalmente molto sensibile al destino di questa chiesa e offre tutta la sua collaborazione, scientifica e non, perché questa difficile situazione possa essere risolta».


 

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