Il Tirreno

Pisa

Il delitto della Gamerra

Pisa, omicidio Scieri: «Credibilità cristallina per il testimone Meucci»

di Pietro Barghigiani
Pisa, omicidio Scieri: «Credibilità cristallina per il testimone Meucci»<br>

Le motivazioni della Corte d’Assise per le due condanne a 26 e 18 anni di Panella e Zabara. Critiche ai vertici della Folgore sul nonnismo tollerato

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PISA. Il supertestimone «portatore di una credibilità cristallina». Al pari dell’allora compagna e di un altro commilitone entrato nella camerata la notte tra il 13 e 14 agosto 1999.

Servono 168 pagine di motivazioni alla presidente della Corte d’Assise Beatrice Dani e al giudice Giovanni Zucconi per spiegare perché Alessandro Panella, 44 anni, di Cerveteri (avvocato Andrea Cariello) e Luigi Zabara, 46 anni, di Castro dei Volsci, (avvocati Andrea Di Giuliomaria e Mariateresa Schettini) sono stati condannati rispettivamente a 26 e 18 anni per omicidio volontario in concorso per la morte di Emanuele Scieri. Motivazioni nelle quali i vertici della Folgore non fanno una grande figura, soprattutto quelli della Gamerra in cui il nonnismo era tollerato e che dopo il rinvenimento del cadavere di Scieri in tanti fecero di tutto per insabbiare il caso. Una stoccata che sposa la tesi sostenuta da sempre dalla famiglia della vittima rappresentata dagli avvocati Alessandra Furnari e Ivan Albo.

Il super testimone Alessandro Meucci è colui che la notte del 13 agosto ha sostenuto di aver visto Panella, Zabara e Andrea Antico (assolto in primo grado) in camerata quando, invece, i tre hanno sempre detto che quel giorno erano in licenza. Antico che dice: «L’abbia fatta grossa». E Zabara a Panella: «Stavolta hai esagerato». Frasi sentite e riferite da Meucci creduto nella sua versione dei fatti come è stato ritenuto credibile quello del commilitone Antonio Pascarella anche lui nella camerata qualche ora più tardi e dell’allora compagna di Meucci, Amanda Lattanzi sui tormenti del fidanzato vittima di nonnismo. La Corte valuta il racconto con alcune criticità, ma non al punto di «inficiarne la soggettiva affidabilità». E ancora: «Questo faticoso ed accidentato recupero di eventi mai dimenticati da parte del Meucci portano indiscutibilmente da escludere che nel verbale del 4 aprile 2018 il teste abbia voluto realizzare un sogno o uno scopo di vendetta contro i suoi aguzzini dell’epoca». Sulla notte del 13 agosto «il racconto del Meucci non presenta crepe che ne sfaldino la interna attendibilità».

Il ruolo dell’istruttore Vincenzo Ara viene descritto dalla Corte come quello di «confidente degli imputati e di intermediario tra questi ed alcuni ufficiali». Aver visto Ara la notte dell’omicidio unirsi agli imputati «in condizioni di estrema agitazione e difficoltà non può ragionevolmente che far pensare che Panella, Zabara e Antico abbiano cercato un forte aiuto nel più esperto caporale istruttore».

Sul comportamento di Alessandro Panella i giudici scrivono: «Non si fatica, dunque, a credere che il predetto imputato perdendo ogni autocontrollo come sostanzialmente gli addebita lo Zabara possa avere inferito su Scieri con iniziative non certo rientranti nell’ordinario nonnismo». Scieri con il cellulare la sera del 13 agosto prima di entrare in camerata sarebbe stato l’effetto scatenante degli atti di nonnismo. Panella era fissato con il rispetto delle regole e il telefonino a suo dire non doveva essere usato. C’è poi l’aspetto degli scarponi con cui sarebbe stato picchiato Scieri. «Non si comprende perché l’imputato Scieri il quale ha conservato per 20 anni questi scarponi li getti solo quando è a conoscenza che le indagini sulla morte di Scieri sono state riaperte senza essere la costruzione del fatto prospettata dalla pubblica accusa dio cui viene a conoscenza il 26 luglio con la notifica del decreto di perquisizione» sottolinea la Corte d’Assise.

Emanuele vittima di nonnismo, botte dopo averlo fatto spogliare. Poi sale dall’esterno sulla scala di asciugatura dei paracadute. Sempre nelle motivazioni: «Panella è colui che va a posizionarsi all’interno della scala e con una scriteriara e violenta azione colpisce le mani e il piede sinistro di Scieri cagionandone direttamente ed inevitabilmente la caduta». Ecco spiegata la condanna per omicidio volontario. Zabara «è direttamente, personalmente e totalmente responsabile di tutto ciò che si è verificato prima dell’ascesa di Scieri sulla scala. Ha dimostrato la sostanziale condivisione degli atti».

Domani in appello prima udienza per gli ufficiali Enrico Celentano e Salvatore Romondia assolti dall’accusa di favoreggiamento e per Andrea Anrico assolto dall’omicidio volontario. l

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