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Pisa, muore a meno di 24 ore dall’investimento in auto

di Pietro Barghigiani
Pisa, muore a meno di 24 ore dall’investimento in auto

La vittima è un religioso della congregazione del Cottolengo. L'investitore indagato per omicidio stradale

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PISA. Investito domenica da un’auto in zona stazione, era finito a terra procurandosi una violento trauma cranico. Una lesione gravissima che non gli ha permesso di lottare neanche per un giorno. Gli effetti del devastante danno cerebrale hanno spento ogni speranza di tenere in vita Salvatore Genova, 80 anni, conosciuto nella comunità religiosa pisana come Fratel Pietro del Cottolengo. Il decesso è stato accertato alle 12, 30. L’automobilista, 78 anni, di Pisa, è indagato per omicidio stradale.

«Non l’ho visto» ha ripetuto agli agenti della Municipale che hanno effettuato i rilievi. Prima di poter decidere la data del funerale, sarà necessario attendere la decisione della Procura sull’eventuale autopsia. Fratel Pietro da tempo era solito uscire dal Cottolengo di Corso Italia per fare due passi. Un modo di tenere in esercizio un fisico che l’età e i malanni avevano indebolito. E proprio durante una delle sue passeggiate il destino ha voluto segnare l’esistenza.

Nato a Torino, Salvatore Genova era entrato diciannovenne nei “Fratelli cottolenghini”. Aveva lavorato nel reparto maschile della casa del Cottolengo di Pisa a partire dal 1977 e fino a pochi anni fa. Poi quando età e salute non gli hanno più permesso di stare a contatto con gli ospiti era stato trasferito in portineria. «Negli anni trascorsi in reparto, da buon religioso, ha dato tutto sé stesso, senza orari, al servizio di persone affette da gravi handicap e, finché le forze glielo hanno consentito, anche con pochi aiuti nonostante gli ospiti fossero, in certi periodi, alcune decine – ricorda l’amico, l’avvocato Andrea Gasperini – . Rigoroso anzitutto verso sé stesso ma anche verso chi lo aiutava perché non mancasse agli ospiti l’assistenza, era altrettanto rigorosamente schivo su ogni pur minima pubblicità per la sua opera». Chi gli era vicino ne rammenta il dolore per la crisi delle vocazioni che metteva in discussione la stessa esistenza della sua piccola congregazione religiosa «e, in generale, per la perdita della fede che vedeva intorno a sé». l



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