Pisa, killer pentito “vittima” di minacce dopo la rottura della figlia con l’ex
L’uomo vive in una località protetta e sarà sentito in video da remoto
PISA. Loro, gli imputati, sono padre e figlio. Lui, la parte offesa, è un 46enne napoletano dal passato turbolento e un presente da fantasma con il consenso dello Stato.
È un processo per minacce aggravate quello che si è aperto per poi essere rinviato all’inizio del 2024 per l’assenza di chi doveva raccontare i fatti trasformati in una querela presentata alla questura di Pisa.
Forse i due albanesi di 45 e 23 anni (difesi dall’avvocato Luisa Rita Sacheli) non sapevano chi era l’uomo che li accusa di averlo minacciato mostrandogli prima un coltello e poi un martello. E accompagnando i gesti con l’intenzione di usare entrambe le armi.
Negli atti compare il nome, ma non la residenza. Questioni di sicurezza. È un collaboratore di giustizia dopo essere stato per anni un killer affiliato al clan degli Scissionisti di Scampia. Poi la decisione di cambiare vita. Un nome nuovo, località protetta e un lavoro per ricominciare.
Ma la querela presentata alla fine del 2019 ha fatto il suo corso. Ed è diventata un processo in cui sentire tutte le parti in causa.
All’origine ci sarebbe una lite tra ragazzi. La figlia del pentito, che all’epoca abitava a Pisa, non si era lasciata bene con il figlio di un albanese.
Dissapori e parole infelici arrivate fino ai genitori.
Succede allora che in due occasioni i padri degli ex fidanzatini si incontrano.
Secondo il collaboratore di giustizia l’avversario, durante un diverbio, lo avrebbe minacciato dicendogli: «Se sei un uomo scendi dall’auto» facendogli vedere un coltello e poi mimare il gesto di tagliargli la gola.
Un paio di giorni dopo altra situazione inserita nella denuncia.
L’ex killer in auto stava seguendo il padre del ragazzino che era su un bus a Pisa.
L’uomo si sarebbe rivolto al 46enne napoletano mostrando un martello e, ancora, mimando i colpi in testa.
Il sicario degli Scissionisti ha chiesto di essere sentito per raccontare le minacce che sostiene di aver subìto. In occasione della prossima udienza sarà garantito un collegamento video a cura del ministero dell’Interno dalla località segreta in cui si trova ora il pentito passato dagli omicidi di camorra a diventare bersaglio di minacce dopo la fine della storia della figlia, all’epoca minorenne, con un ragazzinol
Pietro Barghigiani
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