Il presidio
Deu, a Pisa arriva il nuovo primario. Malacarne: «Un bando sbagliato»
Otto i candidati idonei, il dottor Ettore Melai si aggiudica il concorso
PISA. È stata effettuata nei giorni scorsi la selezione pubblica per il conferimento dell’incarico (durata di cinque anni e rinnovabile) a un dirigente medico nella disciplina di Anestesia e Rianimazione, area della medicina diagnostica e dei servizi) per la direzione della struttura "U.O. Anestesia e Rianimazione Pronto Soccorso" dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. Otto i candidati ammessi: il vincitore è il dottor Ettore Melai che ha preceduto nell’ordine Simone Cipani, Piero Bertini, Bruno Viaggi, Andrea Franci, Francesco Corradi, Manuela Nicastro e Roberta Bertolini.
I risultati del concorso, per titoli e esami, sono stati verbalizzati dalla commissione esaminatrice che si è riunita nell’Aula Baschieri dell’ospedale di Cisanello. Viene così coperto il posto lasciato vacante dal dottor Paolo Malacarne, che i primi di gennaio criticò i criteri del bando di concorso: in sostanza temeva che, sulla base del bando (a suo parere sbagliato) si corresse il rischio di vedere nel ruolo di vincitore del concorso medici senza esperienza diretta di lavoro nei settori strategici caratterizzanti l’attività del reparto che andavano a dirigere, e nel contempo di escludere dal possibile novero dei vincitori medici invece molto preparati in quei settori specifici, sia di rianimazione che di sala operatoria che di camera iperbarica. Non era un rilievo personale: all’epoca ovviamente non si conoscevano i candidati. Dopo la pubblicazione dei suoi rilievi sul Tirreno ci fu anche un’interrogazione in Consiglio Regionale da parte dei consiglieri Elena Meini e Andrea Ulmi (Lega), ma il bando dell’Estar non subì modifiche.
A concorso avvenuto abbiamo quindi chiesto al dottor Malacarne un commento: «Se si vanno a consultare i Curriculum professionali (pubblici in rete), - ci risponde l’ex primario del Deu - si vede facilmente che sia il vincitore del concorso che i due che lo seguono in graduatoria non hanno mai lavorato in una Rianimazione che tratta i malati tipici della nostra Rianimazione di riferimento per la Area Vasta (politraumatizzati centralizzati per gravità e complessità, pazienti in coma per gravi cerebrolesioni acquisite, pazienti chirurgici addominali complessi in trattamento aperto, pazienti emorragici trattati con radiologia interventistica), non hanno lavorato come consulenti in un Pronto Soccorso di un Deu di 2° livello di un centro Hub, non hanno mai lavorato in un Centro Iperbarico e hanno una limitata o nulla esperienza in sala operatoria di pazienti chirurgici addominali complessi e politraumatizzati. E si vede anche che chi ha esperienza di trattamento di questo tipo di malati è finito quarto, quinto e ultimo».
La sua però non è una critica al vincitore né ai commissari d’esame: «Poiché fino a prova contraria non c’è motivo per pensare che la Commissione abbia agito in modo sbagliato o tanto meno scorretto, l’unica spiegazione di questa graduatoria che legittimamente ma pericolosamente premia chi non ha mai curato il tipo di malati che abbiamo routinariamente in cura nella Unità operativa che dirigevo è il fatto che i criteri del bando erano sbagliati, nel senso che non identificavano il profilo giusto per lo specifico posto da ricoprire».
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