Il Tirreno

Pisa

Ambiente

Parco San Rossore, il presidente Bani: «Cresce in estensione, no a nuove volumetrie ovunque»

di Francesco Loi
Nella foto grande una veduta della Tenuta di San Rossore e, a destra, Lorenzo Bani
◗
Nella foto grande una veduta della Tenuta di San Rossore e, a destra, Lorenzo Bani

La risposta alle critiche: «Previste anche otto “zone di riserva integrale”»

3 MINUTI DI LETTURA





 PISA. «Il Parco aumenta in estensione sia come area interna, con 985 ettari in più, sia come area contigua. Quelle che sento sono solo critiche strumentali. C’è molta superficialità, ma anche una preoccupante mistificazione della realtà». Dopo la nuova e cospicua ondata di critiche di questi sul Piano integrato, Lorenzo Bani, presidente del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, deve giocare la carta del contrattacco.

Due i pilastri del suo ragionamento: un Parco più protetto, ma non solo “arroccato” e per questo più grande, anche nei suoi poteri di gestione. «Il nuovo piano – dice Bani – individua e istituisce otto “zone di riserva integrale” per ben 1.060 ettari, oggi inesistenti nel parco, dove la natura è protetta ai massimi livelli e abbiamo solo la libera evoluzione naturale degli ecosistemi».

Queste otto zone sono Punta grande sul lago di Massaciuccoli, Fiumaccio a Migliarino, Bozzone e Ugnano sempre a Migliarino, Fortino nuovo e Bocca di Serchio, a San Rossore il Fiume Morto, Palazzetto, Paduletto e Lame.

«Il piano proposto – riprende Bani – contribuisce al raggiungimento degli obiettivi della “Strategia europea sulla biodiversità per il 2030”, che prevede di ampliare la rete di aree protette, di cui almeno il 10% protetto in modo rigoroso».

Confini e controlli più blandi? Bani replica anche al comitato permanente per la difesa di Coltano, che aveva richiesto allo studio legale D’Antone-De Lorenzo-Bottone un “parere pro veritate” sull’elaborazione del piano integrato proprio per chiarire «a chi spetti la pianificazione urbanistica delle “aree contigue”, se al Parco o ai Comuni». Per Bandi il parere «conferma quello che abbiamo applicato: grazie all’articolo 124 della legge 30 il piano permette di pianificare in area contigua. In queste zone sono previste disposizioni stringenti a cui i piani operativi dei Comuni dovranno sottostare. Sono previste ben 7 diverse categorie di aree contigue, classificate in base alle loro reali caratteristiche ambientali e alle diverse esigenze di tutela. Il piano, in tutta l’area parco, comprese quindi le aree contigue, non prevede alcuna possibilità di interventi che comportino nuove volumetrie o nuovo impegno di suolo, ma solo interventi di ristrutturazione o riorganizzazione delle volumetrie già presenti. In poche parole il Parco pianifica anche in area contigua, in modo responsabile e mirato».

Altro appunto: «Queste disposizioni mitigano in parte il parere del comitato scientifico, che non è un parere contrario. Gli esperti, nella loro autonomia scientifica, apprezzano il lavoro svolto e lo scenario delineato dalle proposte di aree contigue, ma chiedono di aumentare i livelli di protezione in alcune aree specifiche inserendole nelle aree interne».

Bani difende la “filosofia” alla base del piano che «fa riferimento alla legge regionale del governo del territorio» e «consente forme di snellimento della burocrazia che invece nel Parco è ancora ferma alle procedure del 1989. Mi sembra che qualcuno si sia arroccato al piano di 34 anni fa, superato dai cambiamenti sociali ed economici e dalle leggi regionali 30/2015 e 65/2014 che permettono opportunità di crescita e sviluppo sostenibile con l’obiettivo di un rilancio turistico e agricolo. Noi non siamo per la paralisi, come vorrebbero alcuni, ma per una visione moderna di un Parco dove l’ambiente viene tutelato al massimo, con opportunità di sviluppo sostenibile in un equilibrio forte con le associazioni ambientaliste e venatorie».

Dopo che gli uffici della Regione avranno valutato la coerenza delle procedure, il piano sarà presentato ufficialmente. L’approvazione spetterà alla Regione stessa».



 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web