Il presidio
Pisa, la rilevazione del sindaco Conti: «Tesoretto di 15 milioni per manutenzioni e servizi»
I piani del primo cittadino dopo il via libera al rendiconto di gestione
PISA. «Nei primi 45 giorni della nuova consiliatura la giunta e il consiglio comunale stanno già lavorando a pieno ritmo. Non abbiamo perso tempo, anche grazie all’esperienza dei primi cinque anni di governo della città che ci ha permesso di stilare un programma di mandato per costruire pezzo dopo pezzo la Pisa del 2050», dice Michele Conti.
Sindaco, la sua giunta è in parte cambiata, la compagine politica che la sostiene anche.
«Molti assessori lavorano in continuità, altri nuovi innesti hanno portato competenza, entusiasmo, rinnovamento. La compagine di maggioranza a differenza del primo mandato è eterogenea e, allo stesso tempo, compatta e determinata a portare avanti la nostra visione di città, quella premiata dai pisani nel mese di maggio. Credo che questo sia il vero valore aggiunto che caratterizzerà la consiliatura, attraverso azioni e progetti condivisi con la città».
Il primo atto significativo della nuova consiliatura?
«Il consiglio comunale da poco insediato sta lavorando a pieno ritmo e ha già approvato un atto fondamentale come il rendiconto di gestione 2022. Uno strumento di rendicontazione ex post dei risultati della gestione di un anno che certifica la tenuta virtuosa dei conti nel precedente mandato, ma anche un elemento fondamentale per le gestione del presente e del futuro della città».
Ma come si concretizza?
«Grazie a questo atto è stato possibile liberare risorse per circa 15 milioni di euro (14.983.313,80) che saranno reinvestiti dall’amministrazione per portare avanti il grande piano delle manutenzioni straordinarie per riqualificare i quartieri della città, alimentare un corposo piano di opere pubbliche e migliorare i servizi offerti al cittadino, con un’attenzione particolare alle fasce deboli della popolazione».
Come pensa di caratterizzare l’azione amministrativa del suo secondo mandato?
«Il lavoro è impostato, con i fondi del Pnrr da mettere a terra da un lato e i servizi alla persona per garantire una sempre maggiore qualità della vita ai residenti di Pisa. Con gli strumenti urbanistici vogliamo riportare residenti a Pisa, dando la priorità alla rigenerazione urbana degli immobili del centro storico: nella nostra idea di città, e stiamo già lavorando per questo, giovani e famiglie devono trovare conveniente abitare a Pisa in termini di servizi, di mobilità, di vivibilità. Per ottenere questo obiettivo dobbiamo trovare una soluzione per limitare il proliferare indiscriminato dei B&B che stravolgono i quartieri e l’economia delle città, non solo della nostra. Spero che su questo il governo intervenga, magari accogliendo una proposta condivisa che arrivi da Anci».
Uno snodo fondamentale, in questo senso, sono i rapporti e le partite con l’Università: come intende muoversi?
«Nei rapporti con l’Università di Pisa, oltre ad aver introdotto una nuova e specifica delega in giunta, con il rettore Zucchi abbiamo ipotizzato la costituzione di tre tavoli tematici di confronto tra Comune, Università e studenti, in cui ciascuna componente sia rappresentata, che possano affrontare in maniera concreta i temi principali: spazi in città per gli studenti e spazi dell’Università da aprire alla città, mobilità, servizi per gli studenti, attività edilizia dell’Università, attività congressuali, studentati».
E cosa dovrebbe cambiare rispetto al passato?
«Nel passato la città ha assistito in maniera inerme allo sviluppo e ai cambiamenti che sono avvenuti a Pisa con la creazione dei nuovi poli, penso in particolare a quello di via Moruzzi-area Cnr. Questo passaggio ha creato cambiamenti nei flussi di spostamento degli studenti, soprattutto lungo gli assi Stazione-poli universitari, che non sono stati ben gestiti. Per il nuovo polo di veterinaria a San Piero a Grado, per fare un esempio, occorreranno infrastrutture di collegamento come la pista ciclabile o nuove corse di bus pubblici, tutte azioni che prevedono una collaborazione stretta tra Comune e Università attraverso la creazione di organi permanenti di concertazione e programmazione territoriali. Su questo serve un cambio di passo».
Ha accennato alla mobilità: cosa c’è nella sua agenda?
«A proposito dei rapporti con le altre istituzioni del territorio, continueremo a pungolare la Regione sugli interventi infrastrutturali di cui ha bisogno la costa toscana. Mi farò carico di rilanciare quell’accordo sulla mobilità di area vasta che abbiamo firmato con il presidente Giani e i sindaci di Firenze, Lucca e Livorno: è un impegno che, ciascuno per la propria parte, non possiamo disattendere».
D’attualità le problematiche delle chiese storiche di Pisa che restano chiuse: ha incontrato il sovrintendente Tesi?
«Siamo in contatto costante. La città sta incontrando difficoltà per la chiusura della chiesa dei Cavalieri e le lentezze per la riapertura di quella di San Francesco. Ho letto con attenzione le dichiarazioni di monsignor Benotto e ne condivido il senso. È importante fare squadra per tutelare il patrimonio storico-artistico della città, testimonianza della nostra storia, così come è importante riaprire i luoghi di culto per la loro funzione primaria: accogliere i fedeli. Un pensiero in linea con la nostra idea di città a misura di persona e di famiglie».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
