Il presidio
Poste chiuse a Tirrenia, Conti all’attacco: «Un disservizio per tutto il litorale»
Il sindaco chiede tempi certi sulla riapertura
PISA. «Ho scritto al direttore dell’Ufficio Postale di Pisa e alla dirigenza centrale di Poste Italiane per avere spiegazioni sulla chiusura dello sportello postale di Tirrenia. Nel periodo estivo la sospensione dell’apertura crea un disservizio che si ripercuote sui cittadini di tutto il litorale, obbligando gli utenti a spostarsi allo sportello di Marina di Pisa, dove si creano file e si allungano i tempi di attesa. Ho scritto per chiedere tempi certi sulla riapertura dell’ufficio, che, visto l’aumento degli utenti sul litorale nel periodo estivo, non può essere rimandata a settembre».
Così il sindaco di Pisa Michele Conti, che interviene in merito al problema dell’Ufficio Postale di viale del Tirreno, chiuso dallo scorso 28 maggio, a seguito dell’assalto con esplosivo che fu tentato nella notte, per far saltare il bancomat dello sportello. Da quel giorno lo sportello è rimasto chiuso e Poste Italiane ha comunicato la riapertura dopo l’estate, per motivi di adeguamento degli spazi alle esigenze del pubblico.«Dopo aver ricevuto - prosegue il sindaco - molte segnalazioni da parte di cittadini residenti a Tirrenia e Marina di Pisa che lamentano il disservizio, sono intervenuto per chiedere chiarimenti e collaborazione a Poste Italiane, affinché il servizio sia ripristinato al più presto. Gli uffici postali rappresentano infatti un presidio fondamentale sul territorio a servizio dei cittadini, soprattutto delle fasce anziane e più deboli della popolazione, che è necessario salvaguardare. Mi auguro di ricevere una risposta tempestiva e risolutiva da parte di Poste Italiane».
Il fatto, come detto risale a un mese e mezzo fa. Un boato che alle 3 di un sabato dalla temperatura finalmente estiva interruppe il sonno di decine di persone nell’area intorno all’ufficio postale di Tirrenia sulla litoranea.
Una violenza distruttrice che devastò l’apparecchiatura intorno al postamat, peraltro senza riuscire a offrire alla banda il cuore dell’assalto: la cassaforte.È la cronaca di un colpo fallito quella che iniziò dalla fine di un assalto a suon di esplosivo.Il postamat, seppure scardinato, non fu svuotato. I soldi rimasero al loro posto e il carico del contante in vista dell’ultimo weekend di maggio non è finito nelle mani dei banditi.I danni però ammontarono a svariate migliaia di euro, con lo stop all’attività dell’ufficio. Danni economici e organizzativi per Poste Italiane e danni ancora più gravi, in termini di disagio, per migliaia di cittadini del litorale, sia quelli di Tirrenia e Calambrone che nella circostanza hanno perso per ora un ufficio logisticamente comodo, sia quelli di Marina che hanno visto aumentare le code nel "loro" sportello, condiviso oltretutto, con l’inizio della stagione estiva, dagli altri pisani che vanno al mare e dai turisti.
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