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Altre tre votazioni tra le polemiche, Bargagna (Lega) eletto presidente
Le cariche del consiglio comunale: vice Scognamiglio (Pd) e Niccolai (Fdi)
PISA. Il consiglio comunale ha il suo nuovo presidente. Alessandro Bargagna, esponente della Lega, ce l’ha fatta. Ma solo al terzo tentativo. Il quinto, in totale, dopo le prime due votazioni andate a vuoto nella seduta d’esordio della consiliatura lo scorso 15 giugno. Un’elezione preceduta e contornata anche ieri da polemiche. Apertamente da parte delle opposizioni, nascoste dietro il voto segreto dentro la maggioranza di centrodestra che guida Palazzo Gambacorti.
Una coda delle tensioni dentro il Carroccio in queste settimane a seguito delle bocciature per le conferme di Veronica Poli come assessora e di Alessandro Gennai come presidente del consiglio comunale (entrambi eletti in consiglio e ieri tra i votanti).
E così Bargagna ha dovuto attendere la votazione numero tre di ieri nella Sala delle Baleari prima di ricevere l’applauso per la sua elezione, arrivata con 17 voti, lo stretto necessario per raggiungere il quorum («il minimo sindacale», il commento sarcastico del consigliere di Diritti in Comune, Ciccio Auletta).
Per le prime tre votazioni (comprese le due della seduta d’esordio) erano richiesti almeno 22 voti. Un quorum che, cifre alla mano, Bargagna non avrebbe mai potuto raggiungere. E questo si è verificato anche al primo tentativo di ieri pomeriggio, concluso con 19 schede bianche, una scheda nulla e una per Maria Antonietta Scognamiglio (Pd), voto dichiarato di Andrea Ferrante, consigliere anziano.
Si consideri che la coalizione di centrosinistra, attraverso le parole di Paolo Martinelli (La città delle persone), aveva già annunciato la non partecipazione al voto. «Abbiamo chiesto una rosa di nomi con figure moderate, nel segno della discontinuità – ha detto Martinelli –. Non ci è stata data e il metodo del “prendere o lasciare” non è accettabile».
Stesso discorso o quasi per Auletta, «ritenendo – ha sottolineato – che non ci potesse essere alcuna intesa possibile con la maggioranza che sostiene Conti su una figura importante come quella del presidente del consiglio comunale».
La difesa di Bargagna, per la maggioranza, affidata a Maurizio Nerini (capogruppo di Fratelli d’Italia): «Sarà equilibrato, come ha dimostrato in più occasioni». Nonostante ciò, anche il secondo tentativo è andato a vuoto. Il consigliere della Lega sfiora il quorum fermandosi a quota 16 voti, mentre uno va a Scognamiglio, uno ad Alessandro Gennai, una scheda bianca e due nulle, dove spunta addirittura il nome di Alexander Knaster, il patron del Pisa Sporting Club. Al di là delle “provocazioni politiche”, uno smacco non previsto per la maggioranza, con franchi tiratori in odore di Lega, il partito di Bargagna. Dove era assente Edoardo Ziello, impegnato alla Camera dei Deputati.
Tra sospensioni del consiglio e altre polemiche («il prossimo non sarà un voto di fiducia, ma un voto riparatore, una prova muscolare della destra senza cercare confronti», ancora Auletta), la fumata bianca per Bargagna al terzo tentativo, con le 17 preferenze necessarie per il quorum, 3 schede nulle e una per Scognamiglio.
Al voto poi anche per i vicepresidenti del consiglio comunale. Uno vicario, che spetta alle forze di opposizione, indicato in Maria Antonietta Scognamiglio (Pd) e l’altro ancora espressione dei gruppi di maggioranza, ovvero Francesco Niccolai di Fratelli d’Italia.
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