Il presidio
Barbara Capovani, fiaccolata a Pisa e in altre 17 città: «È il momento del ricordo e del silenzio»
Il corteo per ricordare la psichiatra uccisa a Pisa all’uscita dall’ospedale
PISA. Una fiaccolata in contemporanea in 18 città italiane per ricordare Barbara Capovani, la psichiatra aggredita e uccisa venerdì 21 aprile a Pisa all'uscita dall'ospedale da un suo ex paziente. La manifestazione è in programma nella sera di mercoledì 3 maggio, a Pisa e anche a Roma, Milano, Bologna, Napoli, Torino, Cagliari, Palermo, Teramo, Ragusa, Genova, Bari, L'Aquila, Perugia, San Benedetto del Tronto, Catania, Siracusa e Messina. Durante il corteo, precisano gli organizzatori, «non sono consentiti striscioni e cartelli che identificano sigle sindacali, simboli politici o loghi di associazioni di categoria».
A Pisa l’appuntamento in piazza Vittorio. Alle 19.30 sarà allestito un tavolo per la distribuzione del materiale, il cui termine per la fine della consegna è previsto alle 20.30 circa. Si tratterà di opuscoli e volantini sul tema della sicurezza degli operatori sanitari e della necessità di modificare una legge in modo da colmare un vuoto che consente a persone mentalmente instabili, ma che non hanno ancora compiuto reati gravi, di poter girare liberamente. Il corteo muoverà verso Corso Italia per arrivare in piazza XX Settembre. Dopo aver attraversato il Ponte di Mezzo la folla si dirigerà verso Borgo Stretto, quindi via Ulisse Dini, Piazza dei Cavalieri, via Corsica, via dei Mille, via Santa Maria fino a Piazza dei Miracoli e, infine, in via Roma. Dall’ingresso la fiaccolata entrerà nell’area del Santa Chiara fino a raggiungere l’edificio 3, sede del servizio psichiatrico diagnosi e cura, il luogo di lavoro della dottoressa.
E qui sarà deposto un cuscino di fiori. Non ci saranno bandiere o striscioni. Solo fiaccole a illuminare il ricordo di una professionista uccisa appena uscita dal suo posto di lavoro. «Attraverso il silenzio delle luci daremo voce alla vicinanza e alla solidarietà con i familiari e i colleghi di Barbara - spiegano ancora i promotori della fiaccolata - l'iniziativa è nata da un gruppo di professionisti della salute mentale e ha raccolto una larga adesione di medici e operatori sanitari e socio-sanitari di varie discipline, per commemorare la collega».
Questo, ci tiene a sottolineare il comitato organizzatore, «è il momento del ricordo e del silenzio, per espressa volontà degli organizzatori di rispettare il dolore dei familiari e di tutti noi che ci identifichiamo come medici e sanitari nel drammatico epilogo di una vita spezzata con la violenza nel corso dello svolgimento di una professione che, per vocazione, ci vede dediti alla cura delle persone. Desideriamo inoltre che questo tragico avvenimento possa unire la società civile tutta in una riflessione per maggiori consapevolezza e rispetto del nostro ruolo e mandato di cura e, al contempo, per richiamare a chi spetta la funzione di garante della sicurezza sociale».
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