Il Tirreno

Pisa

Il delitto al Santa Chiara

Psichiatra uccisa, il testimone: «Ero davanti all’ascensore e ho sentito i colpi»

di Pietro Barghigiani
Psichiatra uccisa, il testimone: «Ero davanti all’ascensore e ho sentito i colpi»

Il racconto di chi ha incrociato l’assassino dopo l’aggressione

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PISA. «Stavo per entrare nell’ascensore quando ho sentito dei colpi, molto forti, provenire dall’esterno. Sono corso fuori e ho visto un bici nera a terra e una donna stesa con tanto sangue intorno alla testa. E poi c’era un uomo vestito di nero che è scappato».

È la testimonianza che è alla base del decreto di fermo emesso dalla Procura e che stamani sarà al centro dell’udienza di convalida davanti al gip Nunzia Castellano per Gianluca Paul Seung, il 34enne di Torre del Lago in cella dalle 4 di domenica mattina con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.

«Da una prima ricostruzione dei fatti da parte di un testimone, persona addetta alle pulizie in servizio presso il nosocomio, si apprendeva che poco prima di entrare al lavoro egli notava la presenza di un soggetto vestito di scuro indossante grosso cuffie per ascoltare la musica – è la ricostruzione degli inquirenti – . Riteneva si trattasse di un paziente del vicino Spdc». Secondo Procura e squadra mobile della questura quella persona era Seung che già il giorno prima, il giovedì, si era presentato all’edificio 3 del Santa Chiara chiedendo della dottoressa Capovani.

Poco prima delle 18 di venerdì l’aggressione dall’esito mortale. Probabile l’uso di una spranga che ancora non è stata trovata.

Seung è finito in carcere con un’aggravante che gli fa rischiare l’ergastolo.

Nella contestazione della Procura si parla di «premeditazione per aver atteso la vittima, di essersi munito di oggetto contundente, di essersi travisato indossando la mascherina e copricapo di avere predisposto cambio di abito che portava con sé e che successivamente utilizzava per rendersi non riconoscibile alle ricerche».l

P.B.

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