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L’appello-sfogo dei sindacati: «Ora un posto di polizia vero»
Carbocci (Nursind): «Quello attuale si occupa di burocrazia»
PISA. «Serve un presidio fisso di polizia. Quello che c’è è aperto pochissimo e in realtà è un ufficio per sbrigare pratiche».
Daniele Carbocci, segretario provinciale del sindacato degli infermieri Nursind, ripete quello che è un tema che sta a cuore al personale sanitario.
Per l’incolumità propria, ma anche per poter lavorare con una serenità che ogni giorno viene messa in discussione. Il caso della dottoressa Barbara Capovani è l’apice di un fenomeno che segna accesso, permanenza e uscita dei dipendenti dell’Aoup tra Santa Chiara e Cisanello.
«Purtroppo da ormai molti anni la questione delle aggressioni ai sanitari è all’ordine del giorno e sono sempre di più gli episodi – afferma Carbocci – . Tantissime le aggressioni verbali, direi praticamente quotidiane, un po’in ogni reparto. Per fortuna meno frequenti quelle fisiche ma sicuramente in aumento rispetto al passato».
Negli ultimi tempi anche le istituzioni se ne sono rese conto e hanno varato una normativa che inasprisce le pene per chi aggredisce un sanitario.
«Ma ancora troppo poco di sta facendo dal punto di vista pratico – prosegue – . Mancano sicuramente i posti fissi di polizia nelle strutture ospedaliere e un servizio di sorveglianza (anche con agenzie private) efficace nelle strutture, soprattutto in quelle molto grandi come ad esempio Cisanello, dove purtroppo la vigilanza è più un portierato che un deterrente per la sicurezza».
Ordine dei medici
Il presidente dell’Ordine provinciale dei medici Giuseppe Figlini ricorda che solo nell’ultimo anno in Toscana si sono contate 1.258 aggressioni a medici e operatori degli ospedali, di cui 935 verbali e 323 fisiche con conseguenti 193 denunce per infortuni. Quasi un episodio di violenza fisica al giorno. «Occorre anche – afferma Figlini – una risposta di tipo culturale. In epoca pandemica noi medici eravamo degli eroi, ora abbiamo completamente perduto il ruolo che avevamo e ognuno si sente in diritto di aggredirci».
Solidarietà della Cgil
«La Fp Cgil esprime sconcerto per il vile agguato a danno della dottoressa, barbaramente colpita all’uscita del reparto di psichiatria, al termine del turno di lavoro ed esprime vicinanza alla famiglia e solidarietà a tutti i professionisti sanitari – si legge in una nota – . L’ennesimo dramma che indurci tutti a riflettere su come sia potuto accadere, su come si sarebbe potuto evitare e di chi sono le responsabilità. È evidente che si deve analizzare attentamente, come poter rafforzare i sistemi di sicurezza, anche all’esterno dei reparti e nelle aree antistanti, dove appunto ha colpito l’aggressore». Il sindacato annuncia di adoperarsi attraverso i rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori (Rls) per sollecitare la convocazione del tavolo regionale al quale partecipano anche le Aziende sanitarie, «al fine di analizzare l’accaduto per individuare i necessari interventi, utili a rafforzare la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, nei luoghi di lavoro».
Sindacato medici
Per Pasquale D’Onofrio e Patrizia Fistesmaire della segreteria medici e dirigenti Fp Cgil sanità «l’aggressione ai danni della psichiatra responsabile dell’unità funzionale Salute mentale adulti e Spdc dell’ospedale Santa Chiara di Pisa rappresenta l’ennesimo atto di violenza nei confronti di un operatore sanitario. Il fatto che una donna, una professionista nell’esercizio della propria funzione, venga massacrata e ridotta in condizioni critiche deve aprire una profonda riflessione nelle istituzioni locali e regionali. Chiediamo alle forze dell’ordine di mettere in campo ogni azione per scoprire l’autore di questo spregevole gesto. All’azienda e alla Regione di tutela nell’azione legale e costituirsi parte lesa al fianco della collega..
Il sindaco Conti
Michele Conti: «Non ci sono parole per descrivere il dolore e lo sconcerto di fronte alla notizia giunta della brutale aggressione a Barbara Capovani, un bravissimo medico psichiatra. Spero che le forze dell’ordine riescano al più presto ad assicurare alla giustizia il responsabile di questo gravissimo atto. Esprimo a nome di tutta la città – continua Conti – il dolore e la forte vicinanza alla famiglia, ad amici e colleghi di Barbara, invitando tutta la nostra comunità a un momento di silenzio e raccoglimento nella speranza di un possibile miglioramento delle sue condizioni».
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