Psichiatra massacrata all’ospedale di Pisa, cosa sappiamo dell’uomo ricercato. L’ultimo bollettino medico: «Quadro di estrema gravità»
Gli agenti stanno visionando le immagini della videosorveglianza al Santa Chiara: la dottoressa lotta tra la vita e la morte. Una testimone ha visto il pestaggio
PISA. Un’aggressione brutale. A pochi passi dall’ingresso “A” dell’edificio 3 del complesso del Santa Chiara, a Pisa. Una dottoressa, Barbara Capovani, 55 anni, in fin di vita all’ospedale di Cisanello, operata per diverse ore dall’equipe della struttura sanitaria pisana, nella serata di venerdì 21 aprile. E l’aggressore in fuga, che nelle prime ore di sabato 22 aprile risulta ancora ricercato dalla polizia. Due gli elementi nelle mani degli inquirenti, che continuano a setacciare la città in lungo e in largo per catturare l’autore del pestaggio a sangue.
Tutto è iniziato attorno alle 18,30 di venerdì 21 aprile. La responsabile dell’unità di Salute mentale adulti ha appena terminato di lavorare e si appresta a tornare a casa, quando un uomo la scaraventa a terra, all’uscita della struttura sanitaria, sempre all’interno del comparto Santa Chiara, e si accanisce sulla psichiatra. La colpisce alla testa più volte e fugge lasciandola priva di sensi in una pozza di sangue. Le forze dell’ordine riferiscono che c’è un solo testimone, che avrebbe anche riferito di aver visto l’aggressore accovacciarsi come per prendere da terra un oggetto contundente. Niente, però, è stato trovato dagli agenti della questura che hanno perlustrato la zona dell’aggressione. La donna che ha visto tutto avrebbe inoltre fornito un sommario identikit del ricercato: di lui si sa soltanto che indossa abiti scuri. La polizia sta inoltre visionando le immagini della videosorveglianza cercando elementi utili alla cattura dell’uomo che rimane ancora senza volto e senza nome. Tra le ipotesi anche quella che si tratti di un ex paziente di psichiatria.
Il bollettino di sabato 22 aprile (ore 21.20)
Nella serata di sabato è arrivato, alle 21.20, il bollettino medico congiunto Azienda ospedaliero-universitaria pisana e Azienda Usl Toscana nord-ovest: «Allo stato attuale la psichiatra aggredita ieri a Pisa è sempre in prognosi riservata. Permane un quadro clinico di estrema gravità».
La reazione dell’Ordine dei Medici
"Sono letteralmente sconvolto dalle notizie che arrivano dall'ospedale circa le condizioni di salute della povera collega Barbara Capovani brutalmente aggredita da un uomo fuori dal suo ospedale a Pisa. La brutalità delle percosse e la gravità delle lesioni riportate ci fanno tornare alla mente i giorni bui e tristi dell'aggressione di Paola Labriola, anche lei psichiatra accoltellata nel suo ambulatorio" poi deceduta.
Lo scrive il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, sulla sua pagina Facebook dove chiede "rapide riforme", "luoghi di lavoro più sicuri", "umanizzazione delle cure" e "non permettere che sia il camice bianco a negare le prestazioni' che il sistema non riesce a garantire. "Tutti speravamo - continua il post - che quella stagione di violenza fosse un ricordo del passato, ma l'aumento degli episodi di aggressione ai medici negli ultimi tempi ci aveva indotto ad alzare ulteriormente la guardia. Purtroppo non è bastato! Non è bastato l'inasprimento delle pene, neanche la procedibilità d'ufficio anche per ogni tipo di episodio di violenza. Abbiamo bisogno di una diversa organizzazione della sanità ove il tema della sicurezza sia centrale e dove il rapporto con i cittadini sia salvaguardato e non inquinato da una sanità amministrata e aziendalistica. La negazione dei diritti, frutto proprio di un sistema degenerato e asservito ad una organizzazione che risponde solo alle esigenze di bilancio, non può essere riversata sulla professione medica che invece è vocata alla difesa proprio di quei diritti o alla risoluzione delle disuguaglianze".
"Invito tutti a riflettere su questi aspetti che richiedono rapide riforme. L'umanizzazione delle cure passa dal tempo che il medico dedica alla persona che ha di fronte e non solo dai colori dell'ambiente in cui si lavora. Abbiamo molta fiducia nel ministro Orazio Schillaci, che sappiamo essere molto sensibile a questa problematica. Però è il tempo di accelerare! Avviamo una campagna di comunicazione che promuova il ruolo del medico. Rendiamo i posti di lavoro più sicuri. Poi, evitiamo che sia il medico a negare le prestazioni ai cittadini. Questo è il tempo della rabbia e del dolore, ma anche della speranza che la collega Capovani possa superare questo momento così drammatico".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=b83af83)