Psichiatra aggredita all’uscita del Santa Chiara: è gravissima. Caccia a un uomo vestito di nero – Video
Gli investigatori stanno setacciando la zona alla ricerca di indizi utili
PISA. L’ha aspettata all’uscita dell’edificio 3, ingresso “A”. Lei stava salendo in bicicletta, pronta per tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Lui l’ha presa con la forza, l’ha gettata a terra e poi ha iniziato a colpirla ripetutamente alla testa. Massacrata e lasciata in una pozza di sangue, in condizioni gravissime. Barbara Capovani, 55 anni, responsabile Asl dell’unità di Salute mentale del Santa Chiara, a Pisa.
A ridurla in condizioni gravissime – attorno alle 18,30 di oggi (21 aprile) – un uomo vestito di nero, ancora ricercato dalla polizia. Le forze dell’ordine stanno visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per risalire all’identità dell’uomo «vestito di nero», come è stato descritto dall’unico testimone, una donna che avrebbe anche visto l’aggressore raccogliere qualcosa da terra. Di sicuro, gli agenti non hanno rinvenuto alcun oggetto contundente nelle vicinanze dell’ingresso della struttura teatro del gesto folle. La dottoressa è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Cisanello con profonde lesioni alla testa.
I medici dell’ospedale pisano si sono prodigati per diverse ore nel tentativo di salvarla. Barbara Capovani lotta tra la vita e la morte. La violenza selvaggia dell’uomo ancora senza nome è durata pochi secondi, in un tratto del camminamento utilizzato ogni giorno da centinaia di dipendenti e pazienti del comparto sanitario. Chi è che voleva uccidere la dottoressa Capovani? Perché lo ha fatto? Si tratta di un ex paziente della psichiatria, di un parente? E perché proprio lei? Sono le domande che guidano le indagini degli inquirenti.
Subito dopo l’aggressione, un dispiegamento di uomini e donne della polizia si è messo alla ricerca di quella figura con abiti scuri che ha lasciato il Santa Chiara presumibilmente a piedi ed è sparito nel nulla. Sconcerto e preoccupazione serpeggiano ora tra i colleghi della dottoressa, descritta come una professionista esemplare, da tempo impegnata nella cura e nel sostegno delle persone con disturbi psichici. Due, ora, gli elementi fondamentali per gli inquirenti. Oltre alle immagini della videosorveglianza, che potrebbero fornire dettagli decisivi per catturare l’aggressore in fuga, c’è il racconto della donna che ha visto tutto.
Gli agenti della questura l’hanno ascoltata chiedendole di sforzarsi di ricordare un dettaglio che potrebbe rivelarsi determinante ai fini della cattura dell’uomo che ha massacrato Barbara Capovani.
Sul caso è intervenuto anche il presidente della Regione Eugenio Giani, che ha toccato il tema della sicurezza nelle strutture sanitarie.
«Episodio gravissimo. Grazie alle forze dell’ordine impegnate a ricostruire l'accaduto, spero venga al più presto arrestato l’ignobile aggressore e assicurato alla giustizia – ha detto Giani – pagando per questo atto vigliacco e inaudito. Esprimendo il mio profondo dolore dico anche che dobbiamo fare di più per tutelare gli operatori sanitari e il loro quotidiano immane sacrificio. Forza dottoressa».
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