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Pisa, l’omicida di via Bovio uscirà dall’ospedale
Il consulente del Tribunale indica la soluzione di una Rems, il giudice deciderà termini e luogo della misura di sicurezza
PISA. Un vizio totale di mente al momento del fatto e una pericolosità sociale accertata con una perizia che ora il gip dovrà tradurre in una misura di sicurezza. Confermata in aula l’anticipazione del Tirreno del 7 aprile sull’omicidio di via Bovio.
Il gip Nunzia Castellano a breve indicherà il luogo in cui il 25enne fiorentino, arrestato per l’omicidio del dottor Piero Orsini, dovrà essere trasferito lasciando il reparto di psichiatria di un ospedale fiorentino dove si trova da circa tre mesi. Il consulente del Tribunale, il dottor Mauro Mauri, ha indicato una Rems come struttura idonea a ospitare il giovane affetto da turbe psichiche che uccise a calci e pugni il 74enne medico dell’Aoup in pensione che stava passeggiando in via Bovio. Non imputabile per le sue condizioni psichiche, ma al tempo stesso il 25enne è una persona che potrebbe di nuovo deflagrare in una violenza omicida.
Al termine dell’udienza gli atti sono tornati alla Procura – pm Giovanni Porpora – che deciderà le prossime mosse sulla base di una consulenza che traccia il sentiero dell’infermità mentale e del soggiorno in una residenza specializzata per l’autore di un delitto che scosse la città. La dichiarazione di non imputabilità evita la condanna in senso lato, ma non la misura di sicurezza da fissare per il giovane a livello di permanenza per un numero di anni stabilito dal Tribunale. I genitori, che nei giorni precedenti al dramma di via Bovio avevano dovuto fronteggiare uno scatto d’ira violento del figlio, si sono affidati agli avvocati Michele Passione e Massimiliano Palena, mentre i familiari della vittima sono rappresentati dal legale Federica Ciardelli. Uscito dalla sala d’attesa dello psichiatra in via Bovio che lo aveva in cura, approfittando di una momentanea assenza del padre che era andato in bagno, il fiorentino si avventò senza un motivo apparente sul pensionato che stava camminando. Un’aggressione selvaggia che provocò nel giro di due giorni il decesso del medico 74enne. Trovato poco distante in condizioni psichiche deliranti, quando venne stato trasferito in psichiatria al Santa Chiara raccontò di non ricordarsi dell’aggressione. «Ricordo solo di essere stato in strada, ma non di aver picchiato quelle due persone» aggiunse. E ancora ai poliziotti: «Se vi prendo la pistola mi sparo».
Oltre a Orsini il giovane si era scagliato anche contro un residente sceso in strada per interrompere il pestaggio e che per quel gesto mercoledì ha ricevuto un riconoscimento dalla questura.
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