Il presidio
Pisa, calunnia e diffamazione per Logli e un testimone
Dopo le querele del superteste Gozi che a sua volta rischia una denuncia
PISA. Tutte le parti sono state sentite e nel giro di qualche giorno il gip Nunzia Castellano deciderà se accogliere la richiesta della Procura di archiviare, disporre nuove indagini o procedere con un’imputazione coatta.
Un rivolo del caso Ragusa è stato trattato ieri mattina in camera di consiglio in Tribunale. All’origine del procedimento le due querele presentate da Loris Gozi, il supertestimone contro Antonio Logli (sconta 20 anni per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa) e un 60enne pisano che aveva dichiarato di aver ricevuto in carcere dal giostraio di Gello la confidenza di aver mentito sull’avvistamento di Logli in auto in via Gigli la sera del 13 gennaio 2012. Una dichiarazione, riferita a voce e poi anche su carta (durante la trasmissione Quarto Grado) , che in occasione della revisione del processo è stata ritenuta non credibile dalla Corte d’Appello di Genova. Calunnia e diffamazione sono le accuse mosse da Gozi contro chi lo accusa di aver detto il falso, ma la Procura (pm Giovanni Porpora) chiede di archiviare. I due indagati, Logli e il 60enne che sta finendo di scontare ai domiciliari una lunga condanna per truffe e bancarotte, attraverso i rispettivi legali hanno sostenuto le proprie posizioni. Per Logli è stata citata – nel senso che il caso non è ancora chiuso – l’udienza in Cassazione di impugnazione del rifiuto di riaprire il processo che lo ha visto dichiarare colpevole in tre gradi di giudizio.
Il detenuto pisano, attraverso l’avvocato Roberto Nocent, ribadisce la veridicità del suo racconto attribuito a Gozi e ha in animo di denunciare il supertestimone per calunnia dopo che in tv è stato etichettato da Loris come «un avanzo di galera».
Nei confronti del 60enne pisano, autore anche di una lettera per riferire di Gozi e della presunta bugia del mancato avvistamento, i giudici di Genova scrivono che «è inverosimile che dopo aver ricevuto la confidenza di Gozi nell’anno 2016, benché amico di vecchia data di Logli e benché consapevole della rilevanza che tale conseguenza poteva avere nel procedimento allora in corso nei confronti del Logli, se ne sia “dimenticato” fino al 2019 quando ne parlò al suo avvocato»l
P. B.
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