«Farete le parrucchiere», e poi le obbligavano a prostituirsi: la tratta delle nigeriane scoperta dal poliziotto pisano Virgilio Russo
I complimenti di Prefetto e Questore per l’operazione: tra riti religiosi, minacce e il risveglio da un incubo che sembrava non finire mai
PISA. Venivano fatte arrivare in Italia con la promessa di un posto di lavoro come parrucchiere. E quindi partivano lasciando affetti e amici con la speranza – e la quasi certezza – di una vita migliore.
Poi, una volta arrivate nel nostro Paese, si trovavano a fare prostitute, ingabbiate in un sistema di minacce, violenza e riti vudù. Una storia di giovani donne ridotte a schiave del sesso e date in pasto a centinaia di clienti nel centro Italia.
Fino a quando la giustizia – nel 2018 – ha smantellato il “sistema” e assicurato, finalmente, la libertà a quelle ragazze ormai rassegnate a una vita di orrori e sofferenze.
Tra i premiati dalla prefetto e dal questore nella mattina di mercoledì 12 aprile agli Arsenali Medicei – nel giorno del 171esimo compleanno della polizia di Stato – c’è anche il primo dirigente Virgilio Russo, attualmente in servizio alla divisione polizia Anticrimine della Questura di Pisa.
A lui è stato riconosciuto un encomio, maturato nel corso della sua esperienza come dirigente della squadra mobile della polizia, a Perugia, con la seguente motivazione: evidenziando spiccate qualità professionali ed operative, coordinava un'attività di polizia giudiziaria che si concludeva con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 8 cittadini nigeriani, componenti un sodalizio criminale di matrice cultista, responsabili dei reati di immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione con l'aggravante della cosiddetta “transnazionalità” ed altro.
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