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Pisa, il sindaco Conti attacca la sinistra: «Sanità pubblica regionale sempre più al collasso»

Pisa, il sindaco Conti attacca la sinistra: «Sanità pubblica regionale sempre più al collasso»

Conti: «Occorrono assunzioni e servizi di prossimità»

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PISA. Il sindaco Michele Conti, candidato alle prossime amministrative per il secondo mandato, attacca la gestione della sanità regionale, criticando il “modello Rossi”, denunciando la carenza di personale anche all’ospedale di Pisa, puntando, invece, sulla sanità di prossimità.

«Ritardi nei soccorsi, sistema di emergenza-urgenza da ristrutturare, liste di attesa infinite, carenza di medici, infermieri e operatori socio sanitari – denuncia Conti –. La sanità pubblica regionale è sempre più al collasso e in difficoltà anche a dare i servizi essenziali e di prima urgenza nella città, così come nel territorio, e le conseguenze di una mancata programmazione e organizzazione dei servizi, sono sempre più evidenti».

Ma non solo. «La nostra comunità – sostiene ancora Conti – reagì bene alla prima emergenza della pandemia, grazie al personale sanitario che si dimostrò all’altezza della grave situazione. Ma il sistema oggi presenta carenze e mancanze nella sua riorganizzazione. Mancano 1.700 infermieri, 400 operatori sociosanitari e 700 medici. Questa situazione comporta turni massacranti, ferie non godute, utilizzo della produttività aggiuntiva invece di più personale. Non avere personale implica non poter erogare le prestazioni per ridurre i tempi e le liste d’attesa. Nel frattempo, sempre più spesso apprendo di tanti professionisti del sistema sanitario regionale che chiedono trasferimenti verso aziende private». Conti quindi indica la strada per uscire dall’emergenza. «Occorre investire risorse, promuovere l’aggiornamento tecnologico digitale, formare il personale, nella ricerca scientifica e nel trasferimento tecnologico – sostiene – ma anche intervenire urgentemente sui modelli organizzativi che non funzionano più. E allo stesso tempo, la Regione Toscana deve assumere e aumentare gli stipendi di medici e personale sanitario, troppo spesso mortificati da grandi responsabilità a fronte di salari non adeguati all’impegno e al ruolo. A Pisa abbiamo una prestigiosa Scuola medica che ha formato generazioni di professionisti e che deve continuare a dare lustro non solo alla nostra città ma all’intera nazione».

«A Pisa è in costruzione quello che diventerà il più grande ospedale del centro Italia, il nostro grande ospedale di Cisanello, ma che fatica a gestire i problemi quotidiani dei pisani. L’obiettivo – conclude Conti – è favorire una sanità di prossimità, che vada incontro al cittadino e non lo costringa a salti mortali per accedere alle cure. Un modello che è il contrario del modello Rossi in Toscana, delle grandi Asl, dei grandi ospedali in cui i cittadini non sanno orientarsi, della continuità ospedale-territorio che non funziona e che abbandona i pazienti a loro stessi una volta dimessi senza assistenza. A Pisa, devono funzionare le case di comunità».
 

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