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La tragedia in centro

Pisa, uccise medico a calci e pugni: «Non imputabile, ma pericoloso»

di Pietro Barghigiani
Pisa, uccise medico a calci e pugni: «Non imputabile, ma pericoloso»

La consulenza dello psichiatra sul giovane che aggredì il dottor Orsini in via Bovio. Il perito consiglia per il 25enne una misura di sicurezza in una Rems

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PISA. Non era capace di intendere e volere al momento del fatto, il 25enne fiorentino da tre mesi agli arresti con l’accusa di aver ucciso a calci e pugni un medico dell’Aoup in pensione che stava passeggiando in via Bovio.

Lo sostiene la perizia disposta dal gip Nunzia Castellano nel corso dell’incidente probatorio durante il quale è stato affidato al dottor Mauro Mauri l’incarico di valutare le condizioni psichiatriche del giovane.

I quesiti riguardano il vizio di mente, totale o parziale, se il giovane può stare in giudizio – se è imputabile – e in particolare se viene ritenuto socialmente pericoloso.

Il perito aggiunge che l’autrore dell’omicidio è socialmente pericoloso e ne consiglia il ricovero, come misura di sicurezza, in una Rems. Niente carcere, quindi, ma neanche una forma di detenzione domiciliare o come paziente in case di cura private. Non imputabile per le sue condizioni psichiche, ma al tempo stesso una persona che potrebbe ripetersi di nuovo in un’esplosione di violenza omicida.

La prossima settimana è prevista un’altra udienza per esaminare la consulenza dello specialista e riconsegnare gli atti alla Procura per le decisioni in merito al procedimento penale.

Il giovane si trova nel reparto di psichiatria di un ospedale fiorentino in stato di arresto piantonato da personale delle forze dell’ordine.

I genitori, che nei giorni precedenti al dramma di via Bovio avevano dovuto fronteggiare uno scatto d’ira violento del figlio, si sono affidati agli avvocati Michele Passione e Massimiliano Palena, mentre i familiari della vittima sono rappresentati dal legale Federica Ciardelli.

Quello che la perizia ha chiarito – sarà presentata anche una consulenza della difesa -sono le condizioni dell’omicida al momento del fatto, il pomeriggio del 9 gennaio.

Uscito dalla sala d’attesa dello psichiatra che lo aveva in cura, approfittando di una momentanea assenza del padre che era andato in bagno, il fiorentino si avventò senza un motivo apparente sul pensionato che stava camminando in via Bovio. Un’aggressione selvaggia a calci e pugni che provocò nel giro di due giorni il decesso del medico 74enne.

Trovato poco distante in condizioni psichiche deliranti, quando venne stato trasferito in psichiatria al Santa Chiara raccontò di non ricordarsi dell’aggressione.

«Ricordo solo di essere stato in strada, ma non di aver picchiato quelle due persone» aggiunse. Sì, perché oltre a Orsini il giovane si era scagliato anche contro un residente sceso in strada per interrompere un pestaggio dagli effetti devastanti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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