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Dario Di Tocco, da Mezzana (Pisa) al vertice tra i fantini d’Italia

di Antonio Scuglia
Dario Di Tocco, da Mezzana (Pisa) al vertice tra i fantini d’Italia

A soli 24 anni ha già superato la barriera delle cinquecento vittorie. La carriera dal debutto al primo contratto con una prestigiosa scuderia

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PISA. Dopo anni di silenzio, il suo nome si aggiunge a quello di fantini dell’area pisana che hanno fatto la storia dell’ippica: Ranieri Galletti, Settimo Banti, Ilai Picchi, Polifemo Orsini, Federico Regoli, Umberto Ginghiali, Vulcano Taddei, Ilario Grassini, Roberto Renzoni, Enrico Camici, Idalgo Gabrielli, Silvio Parravani e Sandro Parravani, Peo Perlanti. E oggi Dario Di Tocco, l’ultimo campione prodotto, dopo oltre vent’anni, dalla terra pisana. Lui probabilmente ignora tutti questi nomi, a parte i più famosi, ma in fondo poco gli interessa perché sarà lui, se avrà testa e volontà (come peraltro sembra di avere) , e naturalmente fortuna, a fare la storia.

Dario Di Tocco, 24 anni appena compiuti, è nato a Mezzana. Per lui Barbaricina era un regno sconosciuto e si può dire che si sia fatto da sé fino a legarsi con un contratto alla Razza Latina di Cristina Brivio Sforza e con l’allenatore Endo Botti. Davvero un bel percorso per chi non possa vantare parentela nel mondo dell’ippica.

Il giovane può cominciare a guardare l’ambiente che lo circonda dall’alto delle sue 500 corse già vinte ben sapendo che ogni giorno la lancetta dei successi fa altri giri. Lo scorso anno ha conteso a un “mostro” come Dario Vargiu la leadership portando a casa 132 vittorie ma nei primi due mesi di quest’anno lo ha già sopravanzato a colpi di triplette di successi ottenute sulla pista di casa, San Rossore.

«Di studiare ho sempre avuto poca voglia», ammette. E così a 14 anni il giovanissimo Dario era già in scuderia a Barbaricina dall’allenatore Marco Gasparini a cercare di capire qualcosa dei cavalli verso i quali provava un’autentica quanto misteriosa attrazione. Aveva deciso fin da allora cosa avrebbe fatto da grande, a dimostrazione – l’ennesima – che lo studio non è poi così indispensabile per chiarirsi le idee sul proprio futuro. Frequentò il corso allievi fantini che si teneva a Barbaricina – proprio, l’ultimo corso di una lunga stagione che aveva dato tanti campioni – e viaggiò fino a Dusseldorf, in Germania, per fare esperienza. «Mi fu utilissima – dice oggi – perché là è davvero tutto molto organizzato, quasi perfetto».

Dario Di Tocco disputò la prima corsa a 17 anni («Con Xilofono – ricorda. – E non mi piazzai. Ma un mese dopo, a Varese, vinsi la mia prima corsa in sella un cavallo che si chiamava Blu Air Tango, un nome difficile che però non potrò mai dimenticare») .
Come detto, oggi è legato da un contratto di lavoro a Cristiana Brivio ed Endo Botti che gestiscono una scuderia pisana la cui sede storica, dal 1925, è la Razza Latina di via del Capannone. «È un complesso di serie A», commenta il nostro eroe di Mezzana. E infatti i successi fino ad oggi non sono mancati.

Il più bello di una carriera appena iniziata? «Direi il premio Ribota Roma in sella a Fulminix nel 2021. Una corsa di Gruppo dà sempre prestigio. Ma è stato bello anche vincere a Pisa il Criterium con Tequila Picante e il “Rook” con Saputello pochi giorni fa».
È uno stakanovista. A 24 anni la sua settimana è anche impegnata a viaggiare su e giù per l’Italia dove gli impegni di lavoro lo chiamano. Ma è molto giovane e può ancora farlo senza troppo sacrificio. «Non ho hobby particolari – dice – Mi piacerebbe andare a pesca ma ormai ho sempre meno tempo». Pesci, state sereni... 
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