Pisa, l’altra economia dell’ippodromo: opportunità di lavoro per molti giovani
Una fonte di reddito che si aggiunge a quella più generale portata dal mondo dei cavalli. Gli universitari del presente e del passato
PISA. Nell’apporto all’economia del territorio dato dalle attività ippiche che, come sappiamo, hanno un vasto indotto grazie a tutte quelle persone che vi sono a diverso titolo coinvolte (fantini, artieri, allenatori, maniscalchi, veterinari, fornitori di paglia e fieno e alimentazione...) non è trascurabile la quota di quanti lavorano direttamente per Alfea e per l’ippodromo nella stagione di corse. E non parliamo di quanti sono legati al mondo delle scuderie ma di coloro che contribuiscono in diversa maniera alla costruzione di una giornata di corse e al mantenimento qualitativo dei servizi di accoglienza all’ippodromo. L’ultimo Rapporto di Sostenibilità presentato dalla società pisana indica una quota di “valore aggiunto” relativo a questi lavoratori pari a 1, 1 milioni di euro. Tale quota, sempre al lordo dei vari contributi di legge, è composta da lavoratori a tempo indeterminato (18) e di quelli a tempo determinato (75, di cui 72 distribuiti in turni nelle diverse giornate di corse) . Oltre a questi, collaborano indirettamente i circa 30 dipendenti dei titolari di servizi esternalizzati (regia e operatori tv, fotografo, ufficio stampa, speaker, vigilanza). Molti giovani pisani (ma non solo), magari oggi affermati professionisti o docenti universitari o politici in carriera (fra gli altri, il sindaco Michele Conti e l’europarlamentare Susanna Ceccardi), in un certo momento della vita, spesso durante gli anni universitari, hanno prestato la loro opera all’ippodromo trovando un “aiuto”, piccolo o grande che fosse, e di quell’esperienza giovanile conservano ancora oggi un gradevole ricordo. Qual è l’impressione dell’esperienza vissuta da questi lavoratori nella stagione delle corse a San Rossore? Ecco, a campione, alcuni pareri. Vittoria Zoboli: «Ho 26 anni e me ne mancano due alla laurea in psicologia. All’ippodromo sono di supporto nei giorni di corse nella segreteria della società Alfea e seguo le operazioni relative al caricamento dei dati sul sistema informatico del Ministero. Quando serve sono anche di aiuto alla responsabile, Raffaella Lanteri, nei rapporti con i commissari. Lavoro qua da due anni e per mantenermi agli studi lavoro anche in un ristorante». Dario Froli: «Ho 26 anni. Sto studiando per ottenere la specializzazione in Radiologia e questo incarico che la società Alfea mi ha offerto all’ippodromo è interessante e mi è anche utile economicamente. Sono il medico di servizio nelle giornate di corse. Intervengo, quando ne ricorra la necessità, cioè quando si crei un problema fra il pubblico o con i fantini impegnati nella corsa». Giulia Giannettoni: «Ho 24 anni. Sono terminalista, hostess e, quando serve, anche segretaria del San Rossore Turf Club. Collaboro con Alfea dal 2019 e lo scorso anno, per cinque mesi, ho lavorato in amministrazione. Mi mancano tre esami per completare gli studi universitari in Economia Aziendale». Tommaso Lupi: «Ho 26 anni e me ne mancano due alla laurea in Ingegneria Gestionale. Da sei anni collaboro con Alfea all’ippodromo. Sono addetto al fotofinish e quindi lavoro nel luogo più in alto dell’ippodromo dove collaboro con il giudice d’arrivo e con i commissari». Un ippodromo, al di là del clamore per l’arrivo delle corse e dell’interesse per le molte iniziative rivolte al pubblico, è “vivo” anche per le tante persone che lo animano con il loro lavoro e soprattutto con tante storie personali diverse.
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