Il Tirreno

Pisa

Scavi archeologici

Dalla terra affiora la Pisa antica, tra ville e arredi: la sorpresa a due passi dalla Torre grazie a un cantiere stradale

di Roberta Galli
Dalla terra affiora la Pisa antica, tra ville e arredi: la sorpresa a due passi dalla Torre grazie a un cantiere stradale

L’esperto: «Un ritrovamento molto importante perché ci consegna una Pisa romana molto più grande di quella che pensavamo»

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PISA.  Dalla terra affiora una Pisa antichissima, fatta di ricche domus romane a due passi da piazza del Duomo. Il ritrovamento, eccezionale, è avvenuto in una porzione di piazza del Sarto, grazie ad una campagna di scavo diretta dal professore Fabio Fabiani del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, insieme ai ricercatori Francesco Ghizzani e Stefano Genovesi, e con il coinvolgimento di numerosi studenti del Dipartimento di Archeologia dell'Ateneo pisano. Il luogo si trova a due passi dalla Torre, dietro al supermercato Pam, in via Pietrasantina, e non è lontano dal punto in cui anni fa furono rivenute le navi romane, ora ospitate nel Museo di lungarno Simonelli. Il cantiere, aperto nel 2022, e legato a lavori idraulici disposti da Acque spa con il coinvolgimento anche della Soprintendenza archeologica, si sta concludendo in questi giorni, e ha permesso di portare alla luce, un pezzo di storia della nostra città risalente al I secolo d.C., quando intorno al vecchio fiume Auser, nell'attuale quartiere a ridosso della Facoltà di Ingegneria, sorgevano abitazioni importanti, provviste di pavimenti decorati ancora eccezionalmente conservati e spazi scoperti, probabilmente giardini fiancheggiati da portici. Ma non solo le indagini dei ricercatori hanno permesso anche il ritrovamento di oggetti di uso quotidiano: stoviglie che ancora recano il marchio di fabbrica di officine pisane del I secolo d.C., contenitori da trasporto per vino, olio e salse di pesce, lucerne, pedine da gioco, gemme incise e numerose monete, addirittura un cucchiaino in osso per poter mangiare i molluschi e anfore varie.

«Dagli scavi – spiega Ghizzani – è emersa una domus, probabilmente di età augustea, agli inizi del I secolo d. C. Una domus talmente grande che ci ha fatto venire il dubbio che possa essere più di una e in effetti è così. Coi i loro pavimenti e i loro ambienti. Tra questi c'è un triclinio, una sala da pranzo, dove i convitati mangiavano e conversavano sdraiati su tre letti sistemati sui lati e sul fondo della stanza, attorno ad un riquadro pavimentale, una sorta di tappeto riccamente decorato. Lo abbiamo capito dalle decorazioni del pavimento le cui tessere del mosaico riportano per questi locali uno schema ricorrente. Quello di piazza del Sarto è senza ombra di dubbio un ritrovamento molto importante perché ci consegna una Pisa romana molto più grande di quella che pensavamo, in quanto quelle domus facevano parte di un unico quartiere residenziale, nel quale viveva l’elite della borghesia quell’epoca, e arrivava fino al lambire il prato di piazza del Duomo».

Nei secoli seguenti quest'area venne progressivamente abbandonata. «Il quartiere viene frequentato fino al quarto secolo dopo Cristo – conclude Ghizzani – ne sono testimonianza di tanti reperti ritrovati di strutture (muri e pavimenti), poi in quella zona cominciarono a seppellire i morti e intorno al VI e VII secolo d. C. il quartiere diventa un luogo dove si va a scavare per reperire materiale da costruzione, con la fine definitiva delle domus».

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