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Il caso

Le lettere anonime e le minacce: a Pisa l’assessora Poli sotto scorta

di Pietro Barghigiani

	L'assessora Veronica Poli 
L'assessora Veronica Poli 

L’esponente leghista era già stata oggetto di intimidazioni all’epoca in cui era “solo” consigliera comunale

21 febbraio 2023
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PISA. Una presenza fissa da quando esce di casa al rientro la sera. Nelle ore in cui è in Comune non serve, ma in occasione di spostamenti per iniziative o partecipazioni a riunioni o incontri pubblici, almeno due agenti della polizia municipale sono di scorta all’assessora al Sociale Veronica Poli.

Una misura disposta dalla prefettura dopo le numerose minacce, attraverso scritte e missive, ricevute dall’amministratrice ancora prima di assumere l’incarico che fu della compianta Gianna Gambaccini. Una decisione fondata su una serie di informative delle forze dell’ordine e della Digos che raggiunge un livello medio di protezione. Non un allarme rosso, ma una cautela necessaria verso una figura che fino ad oggi, almeno per quello che è stato reso pubblico, è stata bersaglio di otto episodi di ispirazione intimidatorie. Di qui la valutazione di garantire una copertura costante durante le uscite dell’assessora. Poli tra le deleghe di cui è responsabile tratta materie complesse in cui il disagio sociale è una delle componenti più delicate.

Non è scontato che il contesto delle minacce sia quello dell’attuale attività nella giunta Conti. L’esponente leghista era già stata oggetto di intimidazioni all’epoca in cui era “solo” consigliera comunale.

L’ultimo caso di cui la cronaca ha dato conto risale al gennaio 2022. Due buste sospette recapitate all’assessora, nel giro di pochi giorni di distanza. Un venne trovata nella cassetta delle lettere della nipote, anche lei impegnata in politica (con Fratelli d’Italia) e che abita nei paraggi. Tra agosto e settembre 2021 altri missive sgradevoli inviate a Palazzo Gambacorti.

Un foglio di carta con il disegno di una bomba e la scritta “P38” sull’altro lato dello stesso foglio. Una busta anticipata nelle settimane precedenti da un biglietto anonimo, con il disegno di una bomba e la scritta “boom”, apparso tra la posta che abitualmente l’allora consigliera riceveva come gruppo consiliare.

Dopo l’ennesima ricezione di un plico con minacce, Poli confidò al Tirreno: «Non sono cose piacevoli. Non so spiegarmi l’origine di questi gesti. Nella mia attività di amministratore non ho mai avuto dissidi, né screzi. Anzi, le persone che si rivolgono a me sono sempre state molto carine e gentili. Ripeto, non ci sono state situazioni che possono giustificare quello che sto subendo». No comment della Poli quando in seguito arrivarono gli altri messaggi intimidatori. Una collezione di attacchi anonimi che ha spinto la prefettura a fornire la scorta all’assessora.


 

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