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Pisa, malore alla fermata degli autobus: rianimato davanti ai passanti
Prima ancora dell’arrivo del 118 è stato soccorso da un radiologo: il racconto
PISA. «Il corso di primo soccorso? Dovrebbero farlo tutti. Quantomeno sapere come avvisare il 118 e cosa spiegare all’operatore telefono dovrebbe essere qualcosa alla portata diogni cittadino, perché e volte può fare la differenza fra la vita e la morte».
A dirlo è il personale dello studio radiologico Busoni in via Crispi, dopo un episodio avvenuto a due passi da lì, il cui esito sembra sia stato positivo: «Eravamo lì e siamo intervenuti subito, ma se fosse successo cento metri più avanti o più indietro? ».
La vicenda è stata segnalata dalla pagina facebook “Sei di Pisa se...”: un membro del gruppo, nella serata di giovedì, ha scritto che verso le 15, alla fermata del bus in via Crispi, davanti a Busoni, c’era un signore a terra, forse per un infarto. «Una ragazza gli ha praticato il massaggio cardiaco e io ho chiamato l’ambulanza. Qualcuno ne ha notizie? ».
Il personale dello stesso studio radiologico ha spiegato ieri al Tirreno la dinamica dei fatti: «L’uomo che si è sentito male si trovava davanti alla fermata degli autobus: una nostra collega si trovava fuori e gli ha chiesto se volesse chiamare un’ambulanza, quindi è rientrata nello studio, ha chiamato il 118 e ha preso il defibrillatore. Nello stesso momento stava arrivano al lavoro un nostro radiologo; il signore vittima del malore si è accasciato al suolo e il medico ha iniziato subito a fargli il massaggio cardiaco».
Continua il racconto: «Il defibrillatore è stato acceso, ma non è stato usato perché è arrivata in pochissimi minuti anche l’ambulanza, il cui personale ha stabilizzato il paziente e lo ha subito portato all’ospedale: il suo battito cardiaco era debole ma era ripreso».
Il fatto è avvenuto alle 14.50, i soccorsi fortunatamente sono stati tempestivi. «Il luogo del malore ha aiutato a intervenire prima ancora che arrivasse l’ambulanza – spiegano ancora dallo studio – ma è stato un caso: i cittadini e non solo chi lavora nella sanità dovrebbero essere preparati e istruiti il più possibile». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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