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Sanità, il cantiere del nuovo ospedale in ritardo di sei mesi

Sanità, il cantiere del nuovo ospedale in ritardo di sei mesi

Il punto dopo il sopralluogo della commissione regionale alla Salute

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PISA. La costruzione del nuovo ospedale è in ritardo di sei mesi sulla tabella di marcia "a causa della guerra in Ucraina con la conseguente crisi energetica e l'impennata dei costi". Lo ha reso noto l'Azienda ospedaliero universitaria pisana (Aoup)  nel corso del sopralluogo della commissione sanità del Consiglio regionale al cantiere. "La parte di scavo - spiega in una nota l'azienda ospedaliera - è completata per il 90%. Manca solo quella sotto la passerella sopraelevata di collegamento fra gli edifici 30 e 31, di cui è imminente la demolizione. L'ultimazione dei lavori è comunque prevista entro il 2025: sono state realizzate quasi il 50% delle strutture in cemento armato e si è arrivati al solaio del tetto dell'edificio 34 che ospiterà la piastra tecnologica, mentre si attendono dal Governo i rimborsi per il caro materiali che consentiranno di non interrompere i lavori". La commissione regionale, prosegue la nota, "ha visitato anche il Dipartimento di emergenza accettazione che riunisce in un unico edificio (31) il Pronto soccorso e altre unità operative e funzioni deputate alla gestione dei percorsi di emergenza-urgenza, con particolare riferimento alla presa in carico di patologie tempo dipendenti (infarto miocardico acuto, ictus, trauma maggiore, sepsi) per le quali Aoup è di riferimento per il territorio dell'Area vasta nord-ovest: al Pronto soccorso da inizio anno a oggi hanno afferito in media 227 pazienti al giorno; di questi, 39 al giorno hanno poi avuto bisogno di ricovero". Nel primo semestre dell'anno sono stati registrati 40540 accessi totali (32353 nel 2021), di cui il 60% ha avuto un percorso interno al Pronto soccorso, mentre il 40% è stato avviato dal triage a percorsi specialistici dedicati alla presa in carico di codici di minore priorità e di competenza mono-specialistica. Infine, la commissione ha visitato il Centro multispecialistico di Chirurgia robotica che nonostante la pandemia dal 2019 a oggi ha superato i 16mila interventi, con una media di circa 1300 operazioni l'anno, in tutte le specialità chirurgiche.

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