Italia
Cibi sintetici, anche il sindaco firma la petizione di Coldiretti
Il presidente dell’associazione Filippi in municipio: «Serve una legge»
PISA. C’è anche il sindaco Michele Conti tra i firmatari che sostengono la petizione contro la produzione di cibo sintetico. Una iniziativa promossa da Coldiretti per chiedere una legge che ne vieti la realizzazione e commercializzazione. La firma è avvenuta ieri mattina, in Comune, alla presenza di Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana e di Coldiretti Pisa. «Con questa nostra raccolta di firme – ha detto Fabrizio Filippi – intendiamo portare all’attenzione del Parlamento la possibilità di approvare una legge che vieti la produzione e la commercializzazione in Italia di cibi di origine sintetica. È notizia di questi giorni che negli Stati Uniti sta già circolando la carne ottenuta da cellule animali moltiplicare con un bioreattore. Sono prodotti che vengono venduti col messaggio della sostenibilità ambientale e del benessere animale, ma in realtà dietro ci sono altre tematiche e chiamarlo cibo, secondo me, diventa difficile. Con questa sottoscrizione vogliamo quindi lanciare un messaggio contro un sistema di sviluppo che non condividiamo. Il nostro settore agroalimentare italiano rappresenta una eccellenza nel mondo e deve essere tutelato con politiche che vadano in questa direzione».
Sulla stessa linea anche il sindaco Conti. «Condivido in pieno, e sottoscrivo con convinzione – ha detto il primo cittadino – l’appello lanciato da Coldiretti per contrastare il tentativo di grandi multinazionali di imporre sulle nostre tavole cibi sintetici, provenienti da processi di laboratorio che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura che conosciamo. Nel mondo siamo ormai diventati 8 miliardi e uno dei temi di grande attualità è quello di sfamare intere aree del pianeta prive del sostentamento primario. Ma non è certo con azzardi contro natura che si possono risolvere i problemi». Ed ancora. «Pertanto è da sostenere la posizione di Coldiretti, degli agricoltori e degli ambientalisti – ha concluso Conti – per una battaglia culturale che ponga fine a questa pericolosa deriva che può distruggere una volta per tutte il sistema della filiera del cibo che, specie in Italia, seppure con molte difficoltà è capace di produrre lavoro, ricchezza e mantenimento dell’ambiente. Grazie al traino di alcuni settori in particolare e prodotti di filiera di eccellenza, l’agricoltura e l’agroalimentare italiano valgono 60 miliardi di euro di export; il settore è in grado di dare lavoro a migliaia di famiglie in tutto il Paese, mantenere l’ambiente nel quale operano, anche nelle zone più marginali».
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