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Cisanello, piano di recupero per 5mila operazioni: come si procederà

Cisanello, piano di recupero per 5mila operazioni: come si procederà

L’ospedale procede a smaltire l’arretrato delle operazioni dopo i rallentamenti imposti con la precedenza al Covid

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PISA. Un piano di recupero con richiami di migliaia di pazienti che procede in parallelo all’attività ordinaria e che punta a smaltire gli arretrati per le operazioni rinviate al tempo del Covid. Uno stock importante, riferito solo alla chirurgia definita “minore”, che ha già coperto oltre 5mila interventi saltati per la pandemia.

Passato il picco dei ricoveri per il virus nel 2021 e nei primi mesi di quest’anno, in linea con disposizioni nazionali e regionali, l’Aoup sta recuperando sul fronte della programmazione chirurgica che «aveva subito una inevitabile rimodulazione specie riguardo alla chirurgia cosiddetta “minore”, pur continuando a garantire – a differenza della prima ondata del 2020 – anche una consistente mole di chirurgia elettiva complessa, in aggiunta a urgenze, trapianti, percorsi oncologici e di classe A e alta specialità non rinviabile, che erano stati assicurati anche durante il primo lockdown» spiegano dal policlinico.

Le patologie

Il piano di recupero, che si avvale del personale in orario aggiuntivo sta riguardando, in questi mesi, lo smaltimento delle liste di attesa per interventi a bassa complessità. L’elenco comprendo ernie, colecisti, noduli benigni tiroidei, paratiroidi, tonsillectomie e altro che avevano subito negli ultimi anni il rallentamento più evidente.

Interventi slittati

I dati a supporto confermano una contrazione pari al -29 per cento sulla classe 3 (interventi non classificati come maggiori, correlati a patologie di minore complessità) e -27% sulla classe 2 (interventi non classificati come maggiori, ma correlati a patologie di rilievo).

Gli interventi in classe 1 (quelli maggiori, chirurgia oncologica e trapianti) hanno subìto, invece, solo un calo del 5% perché «sono stati assicurati nonostante la pandemia e compatibilmente con le risorse di personale non dirottate sul Covid» sottolineano in ospedale. In ogni caso sono circa 5mila gli interventi effettuati fino a ottobre 2022 di quelli in attesa dagli anni 2020 – 2021, estrapolati dalle varie classi di priorità, di cui 732 rientranti nel piano di recupero delle liste d’attesa al 31 ottobre scorso.

Impegno mirato

Uno sforzo maggiore va fatto per recuperare l’arretrato sul tumore al colon-retto (finora 88% degli interventi effettuati nei tempi, su un volume di attività che ne ha ricoverati 125) e sul tumore alla prostata (81, 32% su un volume di 182) .

Anche la chirurgia cardiovascolare si è mantenuta in linea con gli standard annuali e i tempi di attesa previsti dal piano, scendendo di poco sotto con l’angioplastica coronarica (97, 06% di interventi effettuati fra quelli in lista d’attesa – essendo le urgenze immediatamente eseguite – su uno storico di circa 68 ricoveri) e l’82, 14% del by-pass aorto-coronarico (su uno storico di 28 ricoveri, anche in questo caso programmati, seguendo le urgenze un canale diverso).

Rallentamenti

Rallentamento anche nelle protesi d’anca, dove risulta effettuato nei tempi previsti dal piano l’81, 93% degli interventi su uno storico di 83 ricoveri).

I rinvii più sostanziosi

Le contrazioni maggiori si sono rilevate sulla chirurgia “minore” per la quale si registra nei tempi previsti dal piano il 67, 65% di riparazioni di ernia inguinale (su uno storico di 68 ricoveri) e il 57, 80% delle colecistectomie (su uno storico di 109 ricoveri da gennaio a ottobre 2022) .

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