Il presidio
A Pisa la Lega sceglie Lazzeri: «Abbiamo un obiettivo per le prossime elezioni»
Il nuovo segretario del Carroccio indica le strade che vuole seguire per la ripresa del suo partito
PISA. Recuperare terreno. Rilanciare. Puntando sui giovani. Ed evitando gli errori del passato: in pratica, troppe promesse sul fronte della sicurezza in città. “Esordisce” così Marcello Lazzeri, nuovo segretario della Lega a Pisa, consigliere comunale a Palazzo Gambacorti. Nel congresso di sabato scorso i votanti sono stati 44 su 47 (avevano diritto di voto solo i militanti e non i soci sostenitori che sono complessivamente circa 350). Tra i candidati a segretario, Lazzeri con 23 voti ha raggiunto e superato il quorum succedendo così al commissario Edoardo Ziello. Giovanni Pasqualino ha ottenuto 14 preferenze e Gianluca Gambini 6 (una scheda bianca). Medico, dal primo aprile scorso Lazzeri è in pensione. «Ho una grande disponibilità di tempo – dice il nuovo segretario del Carroccio – e la possibilità di portare avanti il mio impegno politico».
Lazzeri, cosa più l’ha spinta a candidarsi a segretario della Lega?
«La volontà di affrontare alcuni argomenti. Ad esempio, tutti parlano di diritti, ma credo sia importante parlare anche, se non soprattutto, di doveri. Facendo capire ai giovani che sono giusti i diritti, ma che al tempo stesso si devono rispettare gli altri. Credo molto nella solidarietà, che è una figlia del dovere».
La sua considerazione come si riflette in una città universitaria, quindi di giovani, e alle prese con le problematiche della malamovida?
«La malamovida va combattuta, ma non in maniera repressiva. Va favorita una buona movida. Dopo il periodo del lockdown capisco che si senta forte il bisogno di aggregazione. Però nel giusto modo. Il fenomeno va controllato indirizzando i giovani verso buone pratiche. La repressione non verrebbe nemmeno capita».
Ha una proposta da fare in questo senso?
«I giovani dovrebbero fare un patto con gli anziani. È già in corso una discussione per istituire la figura di un garante dei diritti della terza età. Ci sarà bisogno di un patto generazionale. Su questo vorrò portare il mio contributo».
Lei diventa segretario a poche settimane dalle politiche, con la Lega che in città è passata dal 24% del 2018 al 6%...
«Un po’ poco. Credo che abbiamo pagato scelte e prese di posizione a livello centrale e locale. Sarà impossibile tornare al 24% e d’altra parte quello era un risultato dovuto all’euforia del momento politico. Il 6% rappresenta il nostro zoccolo duro. Si deve recuperare il consenso “ragionato”, quello delle persone che credono in noi e nel programma. L’obiettivo è arrivare al 10-11% alle prossime amministrative».
Lega e Fratelli d’Italia si sono scambiati la leadership nel centrodestra...
«Un’inversione rispetto al 2018. Ma i rapporti sono estremamente cordiali. Loro hanno il loro elettorato e noi non ci proponiamo di andare a erodere il loro. Noi ci rivolgiamo a un’altra platea nel mondo del centrodestra. Tanti giovani hanno votato Calenda. Siamo noi ora che dobbiamo portare i giovani a interessarsi alle nostre proposte».
La campagna elettorale è ormai cominciata: per la Lega l’obiettivo finale è la riconferma del sindaco...
«Conti è stato eccezionale. Ha cambiato volto alla città. Tante le opere pubbliche fatte. Leggo e sento soprattutto di questioni sociali da risolvere. È vero, ma non è facile. Ci stiamo provando. Le difficoltà del momento sono tante».
E sul tema della sicurezza cosa dice? La Lega ci aveva puntato molto in campagna elettorale nel 2018 e non solo...
«Sulla sicurezza è stato commesso uno dei principali errori a cui facevo riferimento prima. In realtà il sindaco e la giunta sulla sicurezza possono fare poco. Le principali responsabilità sono di altri enti. Credo che il Comune possa attuare politiche nel senso della prevenzione. Anche la polizia municipale non si può sostituire ad altri corpi deputati alla sicurezza. Capisco anche le forze dell’ordine, alle prese con carenza di personale. Credo ci voglia più prevenzione al di là della videosorveglianza, far compartecipare i cittadini attraverso lo sguardo di vicinato e le segnalazioni di quelli che possono rappresentare comportamenti illeciti».
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