Il Tirreno

Pisa

Era la memoria storica di una stagione romantica

Fai buon viaggio mitico Alfredo, l’ultimo capostazione del trammino

Fai buon viaggio mitico Alfredo, l’ultimo capostazione del trammino

Pisa, scomparso a 98 anni l’uomo che aveva legato il suo nome allo storico treno

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Pisa Ora sì che il trammino viene consegnato alla memoria del tempo che fu. Il suo ultimo testimone e cantore se ne è andato alla soglia del secolo di vita. Alfredo Bargagna, per tutti Alfredino, il capostazione di una fermata rimasta nel cuore e nelle mente di generazioni di pisani, si è spento all’età di 98 anni. Li aveva compiuti qualche giorno fa. Al suo nome era legata la fine di un’epoca, quella al treno bianco e rosso che portava i pisani al mare. Lo chiamavano trammino perché ricordava affettuosamente lo sbuffare delle locomotive a vapore della precedente tranvia per Boccadarno, ma si trattava di una ferrovia per l’epoca assai moderna e compatibile con i rotabili di oggi. E a Marina di Pisa c’è la stazione più caratteristica, in via Cagliaritana, dove ha abitato Alfredino, capostazione dal 1958 al 1960, data della chiusura della linea. Tutto cominciò nel 1932, anno fondamentale per lo sviluppo del nostro litorale: venne istituito l’Ente Autonomo Tirrenia, sorsero le prime monumentali colonie a Calambrone, nacque la città del cinema a Tirrenia e dal settembre di quell’anno il trammino iniziò l’esercizio. Pochi anni prima (1929) veniva pubblicato il bando per il "Piano Regolatore della Città e della Marina di Pisa", mentre nel febbraio 1933 fu pubblicato il bando di concorso per il "Piano Regolatore della città di Tirrenia", che avrebbe dovuto «essere per modernità, eleganza e razionalità quanto di meglio possa offrire oggi l’urbanistica moderna». È in questo clima di rinnovamento architettonico e urbanistico che si inseriscono i fabbricati di stazione di Marina di Pisa e di Tirrenia. In città operava in quegli anni Federigo Severini (1882-1962) , ingegnere e architetto, progettista dotato di grande esperienza, che, malgrado la mancanza di documenti ufficiali, è riconosciuto come l’architetto dei due edifici ferroviari. E in uno di questi ha trascorso la sua vita Alfredo Bargagna, pisano di Porta a Mare, fino al 1957 operaio alla Fiat di Boccadarno, licenziato come molti colleghi in quell’anno e poi dall’anno successivo impiegato Acit alla stazione di Marina di Pisa, con la qualifica di assuntore. Già, perché nelle ferrovie italiane dell’epoca, l’assuntore era colui che, in una stazione di una linea secondaria come questa, si occupava della gestione e della manutenzione della stessa, mentre la circolazione dei treni era affidata al dirigente unico, da Pisa. Nelle pubblicazioni dell’esperto di storia locale Fabio Vasarelli viene sottolineata la disponibilità di Bargagna verso curiosi e gruppi di turisti che "scoprivano" questo angolo di Marina e desiderano conoscere di più: l’anziano ferroviere raccontava molto volentieri gli anni del trammino e descrive con puntualità le sue mansioni dell’epoca: dalla vendita di biglietti e abbonamenti alla pulizia dei bagni, dall’azionamento degli scambi all’apertura dei segnali di protezione di stazione, poco prima dell’arrivo del treno. Quando in estate la gente era tanta e lui doveva andare a manovrare gli scambi per gli incroci dei treni, usava la bicicletta e si faceva temporaneamente sostituire dalla moglie. Alfredino ricordava di un lavoro molto duro, ma anche di un tempo in cui la gente era molto più cordiale e serena. E nel rimpiangere quella vita, si preoccupava delle condizioni di manutenzione della "sua" stazione, che è rimasta anche la sua abitazione, seppure in affitto. L’addio, in forma privata, all’ultimo capostazione del trammino c’è stato lunedì.

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