Il presidio
Porto, intese da definire per il piano di recupero
La società Namira deve acquisire le aree comunali
MARINA DI PISA. Verso il piano di recupero e il permesso a costruire per le aree edificabili attorno al porto di Boccadarno, acquistate dalla società Namira, con sede a Milano. Ma prima dovranno essere sciolti alcuni nodi che riguardano le aree pubbliche, in particolare quelle del Comune di Pisa.
In pratica Namira con il suo fondo immobiliare “Pisa in progress”, subentrata alle precedenti proprietarie (Boccadarno Porto di Pisa spa e Boccadarno Village spa), deve prendersi anche gli obblighi che derivano dalla precedente convenzione (l’atto che regola la trasformazione delle aree portuali), «in particolare per l’acquisto delle aree dello stesso Comune di Pisa inserite entro il perimetro del piano di recupero e per la realizzazione delle opere pubbliche previste dallo stesso piano di recupero», come si legge in una determina della direzione urbanistica del Comune».
Infatti con quell’atto, la direzione urbanistica assegna un incarico professionale per «accertare l’esatta consistenza delle aree di proprietà comunale irreversibilmente trasformate e destinate alla realizzazione di opere di urbanizzazione e delle aree di proprietà comunale comunque interessate dagli interventi oggetto del piano di recupero e dei permessi a costruire».
Namira dovrà dunque sistemare questi aspetti con il Comune prima di avere il via libera all’apertura del cantiere, attraverso il quale (sotto la gestione della società specializzata Marina Development Corporation) intende trasformare le aree edificabili intorno al porto in strutture residenziali, ricettive e commerciali.l
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