Il presidio
Nefrologia, il nuovo responsabile Panichi: "Come giocare nel Real Madrid"
Arriva a Cisanello dal Versilia: "Sono pisano doc, di Porta a Mare. Non potevo rinunciare"
PISA. Gli hanno organizzato una festa in reparto con tanto di video emozionale per salutarlo. «Un video che mi ha fatto commuovere: lascio, ma i 14 anni al Versilia saranno sempre nel mio cuore».
L’ospedale dice addio a uno dei suoi big, Vincenzo Panichi: 64 anni, dal 2008 primario di nefrologia e responsabile dell’Area medica, è stato uno dei timonieri che hanno tenuto la nave a galla durante la tempesta del Covid. Panichi va a lavorare a Cisanello, dove sarà direttore della nefrologia. Sarà impegnato anche come professore all’Università pisana.
Dottor Panichi, perché la scelta di Pisa?
«Io sono pisano doc, di Porta a Mare. Per me questa opportunità ha lo stesso significato di essere scelto dal Real Madrid. Non potevo rinunciare».
Quale sarà il suo impegno professionale?
«Sarò direttore dell’Unità operativa di nefrologia trapianti e dialisi a Cisanello, per conto dell’Azienda ospedaliera. Inoltre sarò impegnato come professore associato di nefrologia nell’ateneo pisano. Sono incarichi operativi: non ho ancora intenzione di pensionarmi, per quanto ci sia piuttosto vicino. Non solo: assieme al collega viareggino Adamasco Cupisti riapriremo a Pisa la scuola di specializzazione per medici nefrologi. Così formeremo nuovi specialisti, di cui c’è molto bisogno della nostra sanità».
Al Versilia la sua partenza è stata vista come una grossa perdita. Oltre a essere primario di un reparto, lei guidava l’Area medica: è un ruolo fondamentale nel motore di un ospedale.
«Ringrazio per la stima che mi hanno sempre mostrato pazienti e colleghi. Ma vi garantisco che né per gli uni né per gli altri l’assistenza peggiorerà. Il fatto che me ne vada sta nelle cose: c’è un ricambio generazionale che prima o poi deve essere fatto ovunque, e io non faccio eccezione. Chi lavorerà al mio posto avrà, probabilmente, la forza e l’energia di affrontare nuove sfide che un “vecchietto” magari non riesce più a governare con la giusta carica».
Chi prenderà il suo posto?
«La nefrologa Elisabetta Giovannetti, bravissima ed esperta. Lavora da anni nella nostra squadra e saprà perfettamente cosa fare».
Quale sarà il suo incarico?
«Guiderà la nefrologia in attesa del concorso pubblico per il nuovo primario. Ci sarà ovviamente anche un nuovo responsabile dell’Area medica che sarà scelto dall’Asl».
Lei arrivò al Versilia nel 2008, chiamato dall’allora direttore generale Giancarlo Sassoli. Che cosa si porta dietro di questa esperienza?
«La pandemia è stata certamente il momento più coinvolgente, sotto tutti i punti di vista. Ho visto i colleghi colpiti dal Covid che lottavano tra la vita e la morte in Rianimazione: per me, la prova più dura. Al tempo stesso, siamo riusciti a gestire questo momento drammatico con un grande senso della squadra e dell’equilibrio. L’esperienza del Versilia si lega a una mia convinzione: al di là delle qualità professionali e dell’esperienza, che ovviamente sono fondamentali per un medico, di fronte al paziente che sta cercando aiuto bisogna manifestare la propria umanità. È questo che può fare la differenza. E io sono convinto che il Versilia continuerà a portare avanti questa filosofia».
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