No alla “gabbia” alla statua del re «Non può essere la soluzione»
Critiche alla scelta del Comune di mettere una cancellata anti-seduta sui gradoni Biondi (Pd): la negazione dello spazio pubblico rappresenta una sconfitta
PISA. «La costruzione di cancellate in corrispondenza della statua di Vittorio Emanuele II è una sconfitta per tutti, la negazione del valore dello spazio pubblico e la segregazione dello stesso», dice Marco Biondi, consigliere comunale del Pd. Non poteva che sollevare polemiche la decisione di ingabbiare la statua nell’omonima piazza contro le “presenze indesiderate”.
«Questa amministrazione aveva basato la propria campagna elettorale nel 2018 sulla sicurezza cittadina e sul contrasto al degrado – aggiunge Biondi –. A distanza di quattro anni ritenere l’unica soluzione per combattere l’insicurezza quella di limitare lo spazio pubblico significa che manca la politica, quella vera. Non si può pensare di riempire la nostra città di cancellate solo perché la politica non è in grado di trovare altre soluzioni: rileviamo che questa amministrazione ha già fatto interventi in questa direzione, basti pensare al cancello montato frettolosamente in vicolo Sant’Orsola o le cancellate al Giardino Scotto. Le cancellate attorno alla statua eviteranno lo stazionamento delle persone, ma attorno alla zona della stazione la situazione rispetto al passato non è migliorata, piuttosto è peggiorata».
«7.075 euro. È il costo della “gabbia” che dovrà proteggere la statua da soggetti indesiderati. Considerato l’ingente investimento pubblico che sarà dedicato all’opera ci chiediamo se gli stessi soldi non avrebbero potuto essere spesi meglio per la riqualificazione dell’intero quartiere, ancora teatro di scontri, atti vandalici e criminali che tanto disturbano il vicinato», dice Luigi Sofia, coordinatore del circolo pisano di Sinistra Italiana. «La sicurezza dei quartieri e dei monumenti, come già dimostrato dal fallimento delle ordinanze anti-bivacco, non passa dalla politica dei divieti – aggiunge –. È ora di dire basta alla propaganda».
Un concetto ripreso da Una città in comune: «Le cancellate anche in piazza Vittorio Emanuele sono un ennesimo atto di una propaganda pericolosa. Nemmeno un mese fa il sindaco Conti – aggiunge il gruppo di sinistra – emetteva un’ordinanza per imporre alla società proprietaria della Corte di San Domenico, in Corso Italia, di installare dei cancelli per impedire l’accesso all’interno della corte nelle ore notturne. Già in precedenza erano state apposte cancellate all’ingresso del vicolo Sant'Orsola e del camminamento in quota al Giardino Scotto. Ora è il turno dei gradini alla base del monumento dedicato a Vittorio Emanuele nell’omonima piazza».
«In realtà le strategie di questa giunta per la tanto sbandierata sicurezza – prosegue Una città in comune – si sono rivelate un vero e proprio fallimento: tutta la filiera dei provvedimenti, dalle cancellate alle telecamere, ai divieti imposti ai supermercati sono solo propaganda. A noi una città che si riempie di cancelli invece di chiedersi quali sono i bisogni di base insoddisfatti dei suoi cittadini sembra appare estremamente indecorosa e pericolosa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
