Il Tirreno

Pisa

«Coltano o un’altra area ma sempre a Pisa»

Danilo Renzullo
Si tratta di un piano da 190 milioni di euro da finanziare attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021/2027 e non con le risorse del Pnrr
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Si tratta di un piano da 190 milioni di euro da finanziare attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021/2027 e non con le risorse del Pnrr

Il governo conferma la strategia per la maxi-base militare: enti locali da coinvolgere, sarà nominato un commissario

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PISA. La cittadella militare per i reparti speciali dei carabinieri si farà. A Coltano o altrove, ma in ogni caso sul territorio pisano, strategico per la presenza dell’aeroporto militare.

Il governo tira dritto e conferma la realizzazione della maxi-base che ospiterà comandi e centri di addestramento del Gruppo di intervento speciale (Gis), del 1º reggimento paracadutisti “Tuscania” e del Centro cinofili. Per gestire le procedure sarà nominato un commissario straordinario, chiamato a “condurre” i rapporti con gli enti e le istituzioni locali e supervisionare l’iter, semplificato in base al decreto firmato lo scorso gennaio dal presidente del consiglio Mario Draghi che considera l’opera «destinata alla difesa nazionale».

«Si tratta di un piano da 190 milioni di euro da finanziare attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021/2027 e non con le risorse del Pnrr», evidenzia il sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso (Lega) rispondendo a un’interpellanza presentata dalla deputata Yana Chiara Ehm (Manifesta) sul progetto che prevede la realizzazione di decine di strutture su un’area di 72,9 ettari nel territorio del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli (28 saranno mantenuti a verde, 5 edificati e i restanti 40 adibiti a viabilità e servizi).

«I reparti sono ubicati in strutture non più idonee a soddisfare i requisiti minimi di funzionalità sotto il profilo dell’efficienza operativa e della capacità addestrativa – specifica Sasso –. La collocazione in una nuova caserma è assolutamente indispensabile per non depauperare i livelli di efficienza operativa a danno della sicurezza del Paese. La località prescelta, di proprietà demaniale e rientrante in una posizione marginale del Parco, dista meno di 10 chilometri dall’aeroporto militare di Pisa, che assicura la mobilità strategica sul territorio nazionale dei reparti, e meno di 10 dalla principale area addestrativa di cui si avvalgono il Gis e il Tuscania», ovvero la zona del Cisam a San Piero a Grado.

Il ricorso alla destinazione di difesa nazionale dell’opera implica una procedura autorizzatoria semplificata, che non esclude la valutazione di impatto ambientale, con gli enti e le istituzioni locali chiamate a partecipare al processo decisionale. «La sua realizzazione – continua il sottosegretario – sarà affidata a un commissario straordinario per consentire l’attivazione di ulteriori, rilevanti strumenti di semplificazione procedurale. Gli enti locali potranno partecipare all’individuazione delle migliori soluzioni aderenti alle esigenze del territorio attraverso conferenze dei servizi».

Un primo “contatto” tra gli enti e le istituzioni coinvolte è previsto il 4 maggio, quando, a Firenze, ufficiali del Comando generale dell’Arma incontreranno il sindaco Michele Conti, rappresentanti della Regione Toscana, dell’Ente Parco e del ministero delle Infrastrutture per «favorire uno scambio di idee sulla realizzazione della caserma e venire incontro alle esigenze rappresentate».

Nei giorni successivi è previsto invece un incontro tra il primo cittadino e il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. «Se il progetto non dovesse trovare la piena condivisione – conclude Sasso – saranno prese in considerazione ulteriori soluzioni, eventualmente individuate con gli enti locali, fermo restando che i reparti hanno l’esigenza di trovare una sede in prossimità dell’aeroporto militare di Pisa per assicurare l’immediato trasporto in caso di necessità operative».



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