Il Tirreno

Pisa

«Niente base militare e nemmeno compensazioni, qui non si può costruire»

Sara Venchiarutti
Un momento dell’assemblea pubblica a Coltano  (Foto Teta/Muzzi)
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Un momento dell’assemblea pubblica a Coltano (Foto Teta/Muzzi)

In tanti all’assemblea pubblica al circolo Arci di Coltano. «Ogni scelta deve essere condivisa con il territorio»

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PISA. Un’assemblea particolarmente partecipata quella di ieri sera al Circolo Arci di Coltano. Con i partecipanti (circa 300) anche fuori, in piedi e seduti per terra. Sintomo che il tema, il progetto di una nuova base militare in quell’area, è sentito.

«Questo – dice Francesco Auletta di Una città in comune, promotrice dell’iniziativa insieme a Rifondazione comunista – è il primo incontro pubblico rivolto alla cittadinanza. In questo modo contrapponiamo la partecipazione e la trasparenza alla segretezza che i partiti, dal nazionale al locale, hanno mantenuto sulla vicenda». Nel “mirino” 72,9 ettari di terreno all’interno del Parco che sulla base del progetto dovrebbero ospitare reparti speciali dell’Arma dei carabinieri. E il fronte del “no” non ci sta.

Per questo nel corso dell’assemblea sono state discusse diverse proposte e iniziative da realizzare nelle prossime settimane. «Siamo contrari – prosegue Auletta – a qualsiasi logica di compensazione o riduzione del progetto, o ancora a un’altra collocazione. Chiederemo la convocazione il prossimo 26 aprile di un consiglio comunale aperto dedicato al tema. In questo modo l’intera cittadinanza potrà ascoltare qual è la posizione del nostro Comune, che deve esprimersi in maniera chiara visto che ci sono pareri diversi anche nella maggioranza. La data è stata scelta in vista dell’incontro che si terrà a Firenze il 4 maggio tra il sindaco di Pisa, la Regione, l’Ente Parco e il ministero delle Infrastrutture. Per l’occasione proporremo un presidio sotto la Regione e in generale definiremo varie iniziative, come delle passeggiate sul territorio per dimostrarne la preziosità. Non si tratta, come è stato detto, di aree abbandonate, ma di zone a destinazione agricola che consentono la conservazione della biodiversità di un territorio». In più è stata lanciata anche la proposta di una mobilitazione nazionale il prossimo 2 giugno, mentre continua «la battaglia pubblica – dice ancora Auletta – sulla trasparenza degli atti. Chi ha la documentazione ufficiale, tra cui il quadro economico, la renda pubblica. La Regione non mi ha ancora consegnato nulla. E faremo anche una richiesta di accesso agli atti al Comune e alla Provincia per verificare se erano già in possesso di una qualche documentazione». E se l’Arma sostiene il basso impatto ambientale, «le motivazioni non ci convincono. Lì non si può costruire, il parere del Parco è chiaro. Mi sembra quasi un’operazione di green washing».

Tanti i cittadini presenti, “coltanesi doc” e non solo, che sono intervenuti nel corso della serata. «Il progetto – sostiene Massimo Cacelli, presidente del circolo Arci di Coltano – deve essere logicamente condiviso con il territorio. Una realtà così progettata avrebbe un impatto devastante. Mi dispiace che Coltano balzi alle cronache solo per cose negative e mai con tentativi di recupero della villa Medicea o della Stazione Marconi». Tra i presenti anche l’agricoltore Fulvio Salvadori, che rischia di vedersi togliere i terreni affidatigli in quell’area dal demanio pubblico «che ormai coltivo da tre generazioni. Ormai sento quella terra mia».

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