Pisa torna a fare il pieno di turisti: «Una speranza anche per l’estate»
Oltre 7mila visitatori per il camminamento sulle mura. Gli operatori: bene le prenotazioni per il 25 aprile
PISA. Ancora non si può far riferimento ai livelli pre-Covid. Ma il colpo d’occhio del weekend pasquale, riguardo al movimento turistico in città, è stato davvero notevole. «Era tanto tempo che non si vedeva una Piazza dei Miracoli così gremita», dicono gli operatori del settore. Non ci sono solo le sensazioni, ma anche i numeri ad avvalorare la tesi. Occupazione per oltre il 90% delle camere nelle strutture ricettive e superamento della quota delle 7mila presenze sul camminamento in quota delle mura.
Numeri che indubbiamente rappresentano per il comparto segnali di ripresa e anche, se non soprattutto, di speranza. Perché le incognite restano tante, dalle varianti del Covid agli effetti della guerra, e ragionare sul lungo periodo rimane difficile. Qualcosa però si muove.
Un quadro confermato dal presidente di FederAlberghi Pisa, Andrea Romanelli: «Abbiamo registrato quasi il tutto esaurito per i giorni di sabato e domenica nelle strutture di Pisa e provincia, un risultato trainato dal turismo italiano e da un volume di prenotazioni in aumento anche da parte di visitatori stranieri. Ci prendiamo i numeri positivi di questo aprile ben consapevoli che continueremo a navigare a vista. Gennaio e febbraio sono andati persi e speriamo davvero di ricominciare a lavorare seriamente, anche auspicando un definitivo abbandono delle misure restrittive a partire dall’1 maggio».
Per il prossimo weekend del 25 aprile le previsioni sono simili, anche perché è di fatto identico il profilo da fine settimana lungo com’è stato quello pasquale.
Gli albergatori guardano avanti con rinnovata fiducia, ma con i piedi per terra. L’aumento dei costi è un aspetto che continua a preoccupare.
«Temevamo che la guerra fosse ancora più impattante sui flussi turistici – ammette il presidente ConfAlberghi Confcommercio Pisa, Roberto Tommasoni –. Per la prima volta dopo mesi invece vediamo finalmente segnali positivi. Quello che ci preoccupa sono soprattutto i rincari. Per gli alberghi tutte le spese sono aumentate e alla fine andremo a pagare almeno il 50% in più di luce e gas e il 10% in più per le spese di lavanderia rispetto all’anno scorso. Con spese così alte, pur cercando di non ritoccare i prezzi, diventa difficile sopravvivere».
«Poter tornare ad accogliere i clienti per Pasqua dopo due anni ci permette finalmente di respirare un’aria di normalità – dice la presidente di ConfRistoranti Confcommercio Pisa, Daniela Petraglia –. Il 2021 ha portato la chiusura di 243 imprese di ristorazione a Pisa e provincia. Nonostante l’incertezza portata dalla guerra e i rincari sempre più gravosi speriamo davvero che il peggio sia alle spalle. Le prenotazioni di questi giorni ci portano ad essere ottimisti, l’atmosfera spettrale che circondava la città sta lasciando il posto a un flusso sempre più consistente di persone e turisti, e speriamo che il trend continui anche nei prossimi mesi».
Un boom di turisti spagnoli anche nei periodi di bassa stagione e il riaffacciarsi degli inglesi, grazie alle ripresa dei voli low cost dall’aeroporto Galilei, sono le spinte in più secondo Romanelli, che sottolinea: «Fino all’anno scorso arrivavano solo turisti in auto, invece sono tornate ad aumentare le richieste di trasferimenti e di navette. Si nota anche una maggiore durata delle permanenze: a Pisa di solito si resta per una notte, forse due, invece in questo mese ci sono diverse prenotazioni anche da tre notti. Questo è importante perché aiuta nella ripartizione dei costi da sostenere per la gestione delle attività. Stiamo anche vedendo, dopo la frenata dovuta alla guerra in Ucraina, una ripresa delle prenotazioni per l’alta stagione. Speriamo».
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