Il Tirreno

Pisa

Base militare a Coltano, un’alternativa in meno

Francesco Loi
La caserma Artale
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La caserma Artale

Ex caserma Artale di via Roma: una società privata già in contatto con il Comune per avviare il piano di recupero

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PISA. Al tavolo dei negoziati, il prossimo 4 maggio, l’Arma dei carabinieri sosterrà la validità e la sostenibilità ambientale del progetto per la grande base a Coltano dei suoi reparti speciali. Ma è già stato aggiunto dai suoi vertici che non si insisterà di più di tanto se non dovesse manifestarsi la più ampia condivisione possibile da parte del territorio.

Dall’altra parte del tavolo, la Regione e i soggetti pisani (Parco in testa) proveranno a proporre alternative. Le forze politiche sono divise. Il Pd ha suggerito aree di Ospedaletto da espropriare, mentre il centrodestra (in particolare Fdi e anche Forza Italia, ma anche la Lega) non direbbero no di fronte a un progetto ridotto nell’ex centro radar.

Un po’ quello che sostiene Lorenzo Bani, presidente del Parco, che propone di suddividere i reparti: a Coltano i carabinieri cinofili e forestali, altrove gli altri di pronto intervento. Ma dove? Ancora Bani ha ipotizzato l’area Expo di Ospedaletto, dove ci sono proprietà e uffici della Regione, oppure la caserma Artale di via Roma, dismessa ormai da anni.

Ma sulla caserma Artale la situazione è complessa. E non sarebbe così libera. L’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli rivela che proprio l’altra settimana c’è stata un’interlocuzione del Comune con un soggetto privato, del settore immobiliare probabilmente, che ha un’intesa con Cassa Depositi e Prestiti, l’ente proprietario della caserma che per il complesso di via Roma aveva lanciato un bando di vendita.

Il percorso è ancora all’inizio e deve fare molta strada prima di arrivare all’approdo come è successo per l’altra ex caserma cittadina, la Curtatone e Montanara, nel quartiere San Martino, per la quale di recente è stato approvato il piano di recupero (nuovi alloggi al posto di quel che resta delle strutture militari).

«Ci sono tante cose ancora da sistemare», dice Dringoli, anche perché l’Artale deve fare i conti con una serie di vincoli. La proprietà è di Cdp Immobiliare Sgr Spa, società controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti, attraverso il Fondo Investimenti per la Valorizzazione-Comparto Extra, che l’aveva rilevata dal Demanio militare. Oltre un anno fa la pubblicazione dell’avviso di alienazione con una precisazione significativa. «La presente procedura viene attivata – si leggeva – al fine di verificare l’esistenza dell’eventuale interesse di altri soggetti a fronte di un’offerta vincolante già presentata per l’immobile suddetto». L’iter, seppur lentamente, è andato avanti. Secondo gli strumenti urbanistici, nell’Artale è previsto un grande studentato.



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