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Guerra in Ucraina, l'appello: "Uno strazio infinito che non si cancella, aprite il vostro cuore per aiutare i profughi"
La testimonianza di Giuseppe Laiolo, fotografo-volontario della Misericordia di ritorno da Rzeszów in Polonia
PISA. «Un dramma infinito. Bambini affetti da patologie oncologiche, disabili, donne con figli piccolissimi, alcuni vestiti con indumenti non adeguati rispetto alle temperature che anche di giorno sono rigidissime. Ho visto una sofferenza infinita negli occhi di coloro che la settimana scorsa hanno varcato il confine polacco per fuggire dall’orrore della guerra, per questo è importante aprire il nostro cuore alla solidarietà». A parlare è Giuseppe Laiolo, 58 anni, da 35 anni volontario della Misericordia di Terricciola. Giuseppe, fotografo professionista nella vita, ha fatto parte di un gruppo di volontari provenienti da tutte Misericordie d’Italia impegnate a Rzeszów, la più grande città polacca del confine sud est, attraversata ogni giorno, dall’inizio dello scoppio della guerra, da migliaia di persone che cercano di mettersi in salvo.
Insieme a Giuseppe Laiolo, la squadra delle Misericordie era composta anche da altri cinque toscani, tra cui Marco Purpura di Terricciola.
«La nostra permanenza nella città al confine polacco è durata una settimana – racconta Laiola – cercando di accogliere nel modo migliore i tanti profughi. Personalmente, e mi sento di parlare anche a nome di altri colleghi, è stata un’esperienza che mi ha provato molto dal punto di visto umano. Con i nostri mezzi abbiamo svolto un servizio di staffetta fino a Rzeszów. I profughi arrivavano al confine a piedi ed è lì che noi, insieme ad altre associazioni, li abbiamo raccolti».
Tra loro tanti bambini affetti da patologie complesse che dopo una prima visita di rito, effettuata dai medici del campo base, sono potuti partire e raggiungere l’Italia per continuare il loro percorso di cure. «Una catena umana interminabile, composta anche da tanti portatori di handicap – ha continuato Laiolo – o madri che si sono divise dai loro figli minori, consegnati a parenti, mentre loro, con il cuore spezzato, hanno preferito tornare indietro per raggiungere altri figli o il marito sul fronte ucraino. Una situazione straziante anche per noi volontari abituati ad affrontare tragedie umane. Io, ad esempio, sono stato impegnato in vari teatri legati a catastrofi naturali, ma la guerra è qualcosa di troppo grande. Qui non c’è solo la distruzione di una abitazione o la perdita dei propri affetti, qui chi fugge sa benissimo che dovrà cambiare vita e che forse non potrà tornare nel proprio Paese d’origine. Un dolore infinito scolpito nei volti di chi viene accolto in Polonia, un Paese che ha aperto il cuore ai tanti profughi, ma è difficile cancellare quella tristezza, nonostante gli aiuti siano molti».
Come molti sono quelli che stanno arrivando, anche in queste ore, grazie alla raccolta “Molto con Poco”, a favore del popolo ucraino, promossa da Il Tirreno insieme a Confcommercio Provincia di Pisa e Confcommercio Livorno. Una grande campagna umanitaria per raccogliere beni alimentari, medicinali e contributi in denaro che saranno donati ai profughi in Polonia e in Romania e ai rifugiati ospitati nel nostro territorio, grazie all’apporto fornito dalle associazioni di volontariato di Pisa e Livorno: Misericordia di Pisa, Misericordia di Livorno, Pubblica Assistenza di Pisa e Svs Pubblica Assistenza di Livorno, Croce Rossa di Pisa e di Livorno e Caritas di Livorno L’iniziativa è aperta a tutti fino al 18 aprile.
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