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Accoglienza profughi ucraini, pronti i due alberghi della Croce rossa a Pisa
Il presidente Cerrai: «Le strutture disponibili da subito con 31 camere»
PISA. Pisa è pronta ad accogliere chi scappa dalla guerra. Tempi e modi saranno definiti nel corso dell’incontro in programma stamani in prefettura. Una risposta naturale dopo quello che sta accadendo in Ucraina con un esodo ormai in atto e raccontato con un dettaglio quotidiano da stampa e web.
In provincia sono censiti circa 1300 ucraini, di cui almeno la metà residenti nel comune capoluogo. Una delle ipotesi è che chi arriverà in zona abbia già un appoggio tra amici e parenti. Ma per gli altri, sfollati da un conflitto di cui ancora non si intravede la fine, dovrà essere trovata una sistemazione adeguata.
È l’obiettivo del tavolo di lavoro coordinato dalla prefettura a cui fornirà un contributo decisivo il mondo del volontariato. Il terzo settore resta centrale in occasione di emergenze e flessibilità di intervento.
Si stima che la maggior parte dei rifugiati non dovrebbe aver bisogno di alloggio, dato che probabilmente andrà ad abitare dai parenti, ma per tutti gli altri la prefettura è pronta a dare una mano con soluzioni concrete e rese operative dalla macchina dell’accoglienza.
Per chi non ha alcun punto di riferimento, infatti, ci sono le 31 camere dei due alberghi della Croce Rossa.
Uno a Tirrenia con 23 camere e l’altro a Sant’Anna di Cascina con otto.
Al momento è difficile fare una stima sulle persone che potranno raggiungere la provincia. Un riferimento significativo è atteso anche dai rappresentanti delle comunità, con i quali le istituzioni sono in contatto. Saranno fondamentali per monitorare al meglio la situazione e garantire spazio e protezione internazionale a chi ne ha bisogno.
Antonio Cerrai è il presidente della Croce Rossa provinciale.
«Con la prefettura c’è stato stamani (ieri, ndr) un contatto interlocutorio sulla base della nostra disponibilità all’accoglienza di sfollati ucraini – spiega –. Ovviamente la Croce Rossa farà come sempre la sua parte. La nostra offerta attuabile senza indugi è quella di mettere a disposizione i due alberghi di Tirrenia e Cascina che ora sono chiusi e vengono usati saltuariamente solo per i nostri corsi. Non ci vuole niente ad allestirli per l’accoglienza. L’emergenza viene prima di tutto».
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