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Cascina, si sentono controllati e querelano il vicino di casa
La polizia municipale sequestra uno spioncino da porta e il cellulare su cui l’uomo riceveva le immagini riprese all’esterno
CASCINA. Un sistema di videosorveglianza installato all’esterno dell’ingresso ritenuto invasivo dai vicini che sostengono di sentirsi spiati. Se è anche illegale lo decideranno gli inquirenti che, dopo la querela presentata da un residente che ha considerato un fastidioso apparecchio lo strumento, hanno deciso di sequestrare l’apparecchio. È stato il personale del nucleo di polizia giudiziaria del comando della Municipale ha eseguito un decreto di perquisizione domiciliare e personale emesso dal sostituto procuratore Fabio Pelosi. Al termine del controllo nella casa di uno straniero che vive a Cascina, gli agenti hanno provveduto al sequestro dei dispositivi elettronici tra cui un particolare spioncino da porta in grado di registrare immagini e inoltrarle a distanza su dispositivi mobili. In pratica dal cellulare il padrone di casa poteva vedere in diretta chi passava davanti a casa sua e anche in un raggio più ampio nella proprietà dei vicini. Il destinatario del provvedimento ha collaborato con il personale della Municipale, consegnando anche uno smartphone per consentire l’analisi delle immagini registrate. Tutto è scaturito dalla querela presentata da una persona che non gradiva essere videoripresa durante i suoi movimenti quotidiani. Il comando coglie l’occasione per ricordare che l’installazione di strumenti in grado di registrare immagini e/o audio della vita privata altrui nei luoghi di domicilio, configura il reato di “interferenze illecite nella vita privata”, fattispecie che è punibile con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Se si decide di servirsi di impianti di videosorveglianza, più o meno complessi, che inquadrino al di fuori della proprietà privata, è bene informarsi sulle norme anche consultando il sito del Garante della privacy. Gli impianti sono consentiti a patto che sia minimizzato il raggio di ripresa e che inquadri la porta di casa che si vuole “proteggere”. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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