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covid al don bosco 

Firmata l’archiviazione per il direttore Ruello

Firmata l’archiviazione per il direttore Ruello

Il gip ha chiuso il caso senza rilevare responsabilità nella tutela del personale da parte del dirigente del carcere

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pisa. Nessun reato può essere contestato al direttore del carcere in tema di tutela e protezione del personale della polizia penitenziaria durante la pandemia.

È la decisione del gip Donato D’Auria che ha disposto l’archiviazione nei confronti del dottor Francesco Ruello contro il quale alcuni agenti avevano presentato una denuncia sostenendo di essere stati esposti al contagio per la presunte negligenze del massimo responsabile del carcere Don Bosco.

Nei mesi scorsi erano state denunciate rilevanti inadempienze al contenimento della diffusione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 all’interno Don Bosco di Pisa.

Una segnalazione pubblica firmata da Fp Cgil e Silp Cgil in una diffida inviata al direttore, Francesco Ruello, e alla dg del’Asl Toscana Nord ovest, Maria Letizia Casani, e inoltrata per conoscenza anche all’allora prefetto Giuseppe Castaldo.

Secondo il sindacato ci sarebbero state «gravi responsabilità» del direttore «sul piano della sicurezza e della salute dei lavoratori, che violano ogni principio di precauzione e di buon senso dato lo stato di emergenza, come ad esempio il non aver fornito mascherine chirurgiche al personale della polizia penitenziaria e al personale sanitario e delle funzioni centrali». La Cgil aveva riferito di aver “appreso che nella casa circondariale erano stati riscontrati casi di Covid-19 conclamati sia fra il personale sanitario che fra quello della polizia penitenziaria senza che Ruello avesse preso alcuna decisione e provvedimento in merito alla gestione di questa emergenza sanitaria, né in ordine alla predisposizione di tamponi per il personale venuto a contatto con gli ammalati, né alla sanificazione degli ambienti di lavoro, né in ordine al rispetto delle misure minime di sicurezza (comprese le distanze interpersonali)».

Nella denuncia la Cgil sottolineava che «non si è previsto tamponi per tutti gli operatori; non è stata predisposta nessuna sanificazione degli ambienti di lavoro, nemmeno di quelli più affollati, frequentati, di passaggio e in particolare quelli frequentati dai lavoratori risultati positivi al contagio da Covid-19; nei locali mensa chi serve i pasti è privo di Dpi e ammessi al lavoro sebbene abbia raffreddore e tosse; continuano a essere permessi assembramenti di personale nei pressi di portineria, spaccio, apparecchio marcatempo, uffici della direzione». Contestazioni che non presentano profili di responsabilità penale a carico del direttore Ruello.

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