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Andrea Verdigi non ce l’ha fatta È morto il padre dell’eroe di Marina
Aveva 70 anni, a settembre aveva perso la moglie Carla. Il sindaco Di Maio: «Un dovere proseguire la loro opera»
Roberta Galli
SAN GIULIANO. Il suo cuore ha smesso di battere per sempre. Andrea Verdigi, 70 anni, di San Martino Ulmiano, è volato in cielo nella notte tra martedì e mercoledì per raggiungere la moglie Carla e il loro adorato figlio, Domenico Marco, un eroe di soli 23 anni che nell’agosto del 2004 non esitò a buttarsi in mare, tra le onde in tempesta di Marina, sacrificando la propria vita per salvare due bambini che stavano annegando.
Verdigi, persona solare e mite, aveva sopportato in questi lunghi 17 anni, insieme alla moglie Carla (morta a settembre stroncata da un malore improvviso) un dolore straziante, ma trasformando quell’atto drammatico, che era costato la vita al loro unico figlio, in un progetto di vita, pensando agli altri, con la costituzione di un’associazione e di un premio per non dimenticare quel loro sfortunato ragazzo, insignito dall’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, con la Medaglia d’oro al merito civile e ricordato dal Comune di San Giuliano con l’intitolazione di una scuola elementare.
Solo un mese fa Andrea, questa volta senza la sua Carla, era salito di nuovo sul palco del teatro Rossini di Pontasserchio per assegnare in presenza un riconoscimento, legato al premio in ricordo di Marco, ad alcune associazioni del territorio che si occupano di portare aiuto e sostegno ai bambini in situazioni di disagio sociale, economico ed affettivo. In quella occasione era apparso sereno, anche se provato dalla perdita della sua compagna di vita, ma pronto a continuare a lottare e ad andare avanti, nonostante tutto, affrontando la vita ed i dolori.
Una settimana fa era di nuovo in Comune, a San Giuliano, ad occuparsi ancora di progetti per aiutare il prossimo, una missione diventata la sua ragione di vita. Poi, martedì, la notizia che ha lasciato tutti con il fiato sospeso. Un’emorragia cerebrale ha colpito Verdigi a Milano mentre era ospite a casa della sorella Fiorella e del cognato Carlo. Un mal di testa fortissimo che non gli ha lasciato scampo, nonostante il tempestivo ricovero in ospedale. Due giorni di coma irreversibile fino alla morte.
Tra i tanti ricordi ed i pensieri che in queste ore inondano i social, anche quello del sindaco di San Giuliano, Sergio Di Maio. «Andrea era una persona buona – scrive Di Maio – . Una persona che non meritava di subire il più grande dei dolori che possa subire un genitore: sopravvivere ai propri figli. Vale anche per Carla, ovviamente, che ci ha lasciati qualche mese fa e alla quale estendo questo pensiero commosso. Andrea e Carla hanno dimostrato che possiamo essere persone migliori nonostante il dolore. Che la vita merita di essere vissuta e condivisa, nonostante tutto. Se è vero che il modo migliore per onorare chi non c’è più è occuparci di chi è ancora tra noi, è nostro dovere, come comunità, stare vicini alle persone che in questi diciassette anni hanno portato avanti l’associazione, aiutando concretamente tantissimi bambini in situazioni di difficoltà. Lo dobbiamo a Marco, a Carla e ad Andrea, che non sono più tra noi, ma che vivranno in ogni gesto disinteressato e discreto».
I funerali si svolgeranno a Milano. La salma sarà cremata e quando le ceneri saranno traslate a Pontasserchio, per riposare con Carla e Domenico Marco, sarà organizzata la funzione religiosa.
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