Il Tirreno

Pisa

cambiano le contestazioni della procura 

Istituto di Fisiologia Sì al sequestro dei beni dei sette indagati

Pietro Barghigiani

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Pietro Barghigiani

PISA. Sì al sequestro dei beni degli indagati per la presunta truffa all’Istituto di fisiologia clinica del Cnr.

Lo ha deciso il Tribunale del Riesame accogliendo il ricorso della Procura dopo il no del gip a bloccare immobili e conti correnti delle persone coinvolte in quello che viene ritenuto un saccheggio ai danni delle casse del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma.

L’importo si aggira sui 2,6 milioni di euro. Il provvedimento nasce come esigenza per tutelare l’ente danneggiato nell’inchiesta sui progetti commissionati all’insaputa di società committenti in un contesto ambientale favorito da un sistema di controlli interno tutt’altro che impeccabile.

La novità dal fronte penale è la modifica delle contestazioni del pm Flavia Alemi per giustificare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca e allungare i termini della prescrizione. Non più truffa aggravata, falso materiale e ideologico, ma peculato e corruzione. I fatti risalgono al 2014 e ancora non siamo al passaggio per decidere se processare quelli che vengono ritenuti i protagonisti di un’operazione capace di alleggerire le casse del Cnr nazionale. In quote diverse viene chiesto il sequestro di soldi, beni immobili e mobili a carico di Antonio Bellucci, 53 anni, commercialista, San Giuliano Terme; della moglie, Chiara Biagini, 40 anni, in passato dipendente a tempo determinato dell’Istituto di fisiologia clinica; di un ex funzionario Ifc, 54 anni (omettiamo le generalità per motivi di salute, ndr); Eugenio Picano, 63 anni, residente a San Giuliano Terme, luminare della cardiologia, ex direttore dell’Ifc, che ha sempre sostenuto che le firme sugli atti oggetto di indagine siano state falsificate; Daniele Ferri, 56 anni, di Fauglia, all’epoca dipendente del Cnr; Simone Luzi, originario di Spoleto, 40 anni, residente a Pisa, anche lui titolare di società di consulenza così come la settima indagata, Cristiana Bracci, 41 anni, di San Giuliano Terme.

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