Il Tirreno

Pisa

martino alderigi, presidente dell’associazione 

«La Stazione Leopolda un punto di riferimento BluesRiver da valorizzare»

R.P.
«La Stazione Leopolda un punto di riferimento BluesRiver da valorizzare»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Si è da poco concluso il BluesRiver, il festival della Toscana costiera promosso dall’Associazione Casa della Città Leopolda, con il sostegno del ministero della Cultura e della Regione Toscana. Abbiamo chiesto a Martino Alderigi, presidente dell’associazione, un bilancio dell’evento che si è tenuto alla Stazione Leopolda.

Come ha risposto la città a questa proposta culturale?

«Il bilancio è molto positivo, sia per il valore della proposta artistica, sia per la partecipazione del pubblico, di cui una buona percentuale proveniente da fuori città. I dieci concerti hanno offerto una panoramica esaustiva della scena blues italiana attraverso una miscela di artisti molto quotati e formazioni emergenti. Crediamo sia importante comunicare l’idea di una città culturalmente vivace, che sappia proiettare un’immagine positiva di sé».

Come nasce la scelta di organizzare un nuovo festival musicale a Pisa?

«Pisa è una città musicalmente vivace, da sempre. Esiste un filo conduttore che ci collega agli anni ’60. Intere generazioni hanno suonato, ballato, costruito una colonna sonora condivisa nei luoghi istituzionali, nelle piazze, nei garage, negli spazi autogestiti. BluesRiver è una suggestione coltivata nei lunghi mesi di chiusura forzata. Come Leopolda abbiamo voluto compiere un passo in avanti, che ha permesso di qualificare la struttura come un centro di fruizione e produzione culturale. Siamo inoltre riusciti a migliorare sensibilmente l’acustica del salone storico con interventi mirati. Si tratta di un investimento prezioso, che permetterà alle realtà associative che intendono promuovere progetti musicali di poter contare su uno spazio ulteriore».

Quale futuro può avere il BluesRiver Festival?

«Rispetto alla provenienza statunitense del blues delle origini, la scena europea rappresenta oggi il principale terreno di sperimentazione e contaminazione. Da qui provengono le formazioni blues contemporanee più significative. Se riusciremo a coltivare il filone europeo, BluesRiver potrà diventare un punto di riferimento riconosciuto. A tal fine abbiamo costruito una proposta per il programma Ue Europa Creativa, in collaborazione con le organizzazioni di artisti blues del vecchio continente».

Dopo quasi due anni di pandemia molte attività sono riprese in presenza: come si configura il rapporto tra la Leopolda e la città?

«La diffusione del Covid-19 ha avuto conseguenze molto gravi per la tenuta del tessuto associativo e del sistema cultura. La pandemia ha significato anche solitudine, crescita della povertà educativa, peggioramento della qualità della vita per le persone più esposte. Abbiamo così sentito l’esigenza di offrire uno spazio sicuro a tutti, anche attraverso un impiego innovativo degli spazi. Nel 2021 abbiamo accolto le prime attività da settembre e la Leopolda è tornata ad essere un polo di attrazione, aperto e plurale, dove condividere bisogni e costruire progetti di solidarietà sociale e innovazione culturale».

Cosa rappresenta dunque la Leopolda per Pisa?

«La presenza di una struttura di riferimento con spazi ampi e condivisi resta un’esigenza oggettiva per la città di Pisa».

R.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera