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Variante sudafricana, nessun rilievo nei primi 30 campioni analizzati
PISA. Pisa resta immune alla cosiddetta variante sudafricana. Almeno per il momento. È iniziato nei laboratori dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana (Aoup) il sequenziamento dei casi Covid-19 per dare la “caccia” a Omicron, la cosiddetta variante sudafricana che preoccupa le autorità internazionali per il suo elevato tasso di contagiosità, anche se nei primi casi emersi a livello nazionale ed europeo sono stati riscontrati sintomi lievi e conseguenze ridimensionate rispetto alle previsioni iniziali.
Dopo il via libera della Regione Toscana, anche i laboratori dell’Aoup hanno iniziato a cercare la possibile presenza della variante sul territorio. Attivi anche i laboratori delle due altre aziende ospedaliero universitarie regionali, quella di Firenze e quella di Siena. A Pisa sono stati analizzati una trentina di campioni di Covid-19 emersi negli ultimi giorni e nessuno è risultato “contagiato” dalla variante sudafricana. Tracciare, sequenziare, monitorare, portando avanti a ritmo serrato le vaccinazioni. L’obiettivo è tentare di individuare la possibile presenza della nuova mutazione del virus per controllare e prevenire una possibile espansione di quella che secondo gli esperti potrebbe sostituire la variante Delta a causa della sua altra trasmissibilità. Riattivati quindi i sistemi di sequenziamento e monitoraggio, le cui attività negli ultimi mesi hanno vissuto una fase meno intensa, per cercare di intercettare la variante e suggerire eventuali misure da intraprendere per contenerne l'espansione.
Una variante che secondo gli esperti «è da attenzionare», soprattutto per capirne gli effetti. «Occorre tenerla sotto controllo e per farlo è necessario aumentare nuovamente i controlli, soprattutto nei punti nevralgici: porti e aeroporti – ha spiegato alcuni giorni fa a Il Tirreno il professor Mauro Pistello, direttore dell’Unità operativa di virologia dell’Aoup –. Allo stesso tempo è fondamentale tracciare i casi Covid per evitarne l'insediamento o, almeno, ritardarlo». I laboratori dell’Aoup ricevono i casi di positività al Covid da cui vengono poi estratti porzioni del virus per capire se e quale mutazione è in atto.
D.R.
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