Alla Leopolda altra serata speciale sul palco salgono i Betta Blues Society
Il gruppo made in Pisa è nato nel 2009 dall’incontro tra Elisabetta Maulo e Lorenzo Marianelli
PISA. Continuano alla Stazione Leopolda di Pisa le magiche notti del BluesRiver, il festival musicale della Toscana costiera. BluesRiver è un evento promosso dalla Casa della Città Leopolda con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Toscana.
L’appuntamento per il secondo weekend di concerti tra blues, rock e sperimentazioni sonore è iniziato ieri con l’esibizione di Fabio Treves e Alex Kid Gariazzo. Treves è considerato il padre del blues italiano, la sua musica è potente, aggressiva e personale e si adatta bene sia ai brani elettrici che a quelli acustici più tradizionali. Ha collaborato, negli anni, con i mostri sacri del blues internazionale. Gariazzo si è unito a Treves quando aveva solamente 23 anni. Insieme hanno condiviso palchi e festival prestigiosi e hanno portato la loro musica nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri e nelle case di riposo.
Stasera, sabato 20, alle 22, i riflettori si sposteranno sui Betta Blues Society, il gruppo made in Pisa nato nel 2009 dall’incontro tra la cantante Elisabetta Maulo e il chitarrista Lorenzo Marianelli, che ha poi assunto la forma definitiva con l’ingresso di Fabrizio Balest al contrabbasso e di Pietro Borsò alle percussioni. Il gruppo nel 2018 ha raggiunto la finale dell’International Blues Challenge di Memphis, la più importante manifestazione di questo genere musicale organizzata dalla Blues Foundation.
I live dei Betta Blues si distinguono per la grande vitalità, per il coinvolgimento del pubblico e si dividono in due parti; in una i brani sono scelti per presentare al pubblico le due facce del blues: quella legata alla spiritualità del gospel e quella più sporca e torbida che racconta quello che accadeva durante i concerti nelle sale da ballo. Nell’altra il gruppo propone i brani originali del nuovo album che raccontano situazioni di vita personale, come succedeva nei primi del 900. Senza mai scadere nel manierismo, la band capitanata dalla brava frontwoman Elisabetta Maulo cita il genere in modo fresco e originale, mantenendolo vivo e attuale.
I Bbs si avvicinano al blues, al rock, al gospel e al folk miscelandoli senza nessun timore reverenziale; il risultato è un mix allegro, coinvolgente e emozionante di tutti questi generi riletti in chiave più moderna. Grande attenzione viene data al feeling, alla grinta dei musicisti e alle armonie vocali, sulla falsariga degli arrangiamenti delle grandi donne del blues. I Betta Blues sono attivi dal 2009 e hanno pubblicato quattro album: Betta Blues Society, Roots, Let Them Out e Different Stories. Durante la promozione hanno suonato in tutta Italia in locali e festival importanti condividendo il palco con artisti come Lynyrd Skynyrd, Carmen Consoli, Alex Britti, Edoardo Bennato, Samba Touré, Raphael Gualazzi. Il 17 giugno è uscito il quarto album di inediti della band: Different Stories.
La rassegna continuerà poi il weekend successivo. Venerdì 3 dicembre a partire dalle 20 sul palco ci saranno gli Organic Groove, band caratterizzata da un sound che proviene dalla black music, in particolare dal funk, dal blues e dal soul-jazz e dalla corrente bianca del rock elettronico. La serata proseguirà alle 22 con il concerto dei Superdownhome, il duo composto da Henry Sauda alla voce, al cigar box e al diddly bow e Beppe Facchetti alla cassa rullante, al low-boy e al crash. Il duo è legato alla tradizione del blues rurale, ma si proietta verso spazi personali contaminati dal rock ‘n’ roll, dal country, dal folk e dal punk.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
