Il presidio
«Hanno fatto un errore Sottovalutano la storia»
Pisa. «La mia ferita mai chiusa oggi sanguina di più». Per Michele Emdin, cardiologo all’Istituto Monasterio e docente alla Scuola superiore Sant’Anna, la bocciatura della mozione che chiedeva di cambiare il nome a via D’Achiardi è un errore. Doppio. Non solo perché la strada è dedicata al rettore che ha espulso 20 docenti e 290 studenti ebrei dopo la proclamazione delle leggi razziali, ma perché «sottovalutando il gesto si sottovaluta la storia».
Una storia a cui Emdin ha dedicato un libro “Vite sospese”. «D’Achiardi – ricorda il medico – ha espulso dall’Università di Pisa Ciro Ravenna preside di Agraria de Ernesta Menasci morti ad Auschwitz; Enrica Calabresi che si è suicidata nel carcere delle murate per sfuggire alle deportazioni; altri 17 docenti ebrei tra cui mio nonno Naftoli medico legale e primo Assessore Repubblicano alla Sanità nel dopoguerra nella giunta Bargagna e 290 studenti ebrei molti dei quali uccisi nei loro paesi di origine».
«Pisa dedica a Ravenna e Calabresi una via, ma la dedica anche a D’Achiardi: è una cosa per me incomprensibile – conclude –. Mi aspettavo l’unanimità del Consiglio sulla richiesta della cancellazione. Prevalgono altri calcoli, che mi sfuggono, mentre si dovrebbe richiamare tutti all’umanità della memoria».
G.B.
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